Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno
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1995
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pagina
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248
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248 Angelo Nesti
tutto il popolo di vivere padrone del proprio territorio e del proprio destino .59) Così come la democrazia in cui Garibaldi credeva non era la sovranità delle maggioranze numeriche, meccanicamente risultanti dai comizi elettorali ,60) non era il modo di organizzazione in senso parlamentare della rappresentanza nazionale, ma la sovranità espressa dalla volontà popolare che nelle ore decisive della nazione, è solita manifestarsi attraverso la decisione eroica della più conscia e sana del popolo, e realizzarsi mediante l'attività eroica del capo, del dittatore .61) Il volontarismo che animava le imprese dei Mille, la necessità di una dittatura in nome del popolo, l'avversione di Garibaldi ai partiti, il decisionismo eroico del capo, il senso di disciplina offerto a Teano, erano queste semplificazioni, non storicizzate, che permettevano di individuare in Garibaldi la rappresentazione e personificazione vivente ed operante dello spirito eroico ed epico del Risorgimento e conseguentemente di assimilarlo tra coloro che avevano anticipato la soluzione fascista.
Nel film questo era chiaro. Dico era poiché nella versione del film ora disponibile manca una scena finale. La perdita o il taglio di questa fa crollare tutta l'impalcatura nazional-popolare del film rendendo possibile, come vedremo, altre interpretazioni. Di questa scena* finale non c'è traccia nella sceneggiatura originale ma è presente, qualcosa di concettualmente simile, nel soggetto di Mazzucchi. Tuttavia, a detta di Filippo Sacchi che ne fece la recensione per il Corriere della sera, era presente, come finale, la scena di una baldanzosa visione delle falangi fasciste che sfilano davanti ai reduci garibaldini, sullo sfondo imperiale del Foro Mussolini a) che sanciva, oltre la continuità del regime con la storia d'Italia, la legittimazione di una forma di governo e di una organizzazione sociale basata sul principio gerarchico.
1860 e la Resistenza
La storia di 1860 non si ferma alla caduta del fascismo, anzi è proprio con la caduta del regime che il film e il regista ottengono quei riconoscimenti che negli anni Trenta erano loro stati negati. Senza risollevare la questione della continuità tra fascismo e repubblica si vuole solo far vedere come un film, schierato o in consonanza con le politiche e la
s9) F. ERCOLE, Pensatori e uomini d'azione, cit., p. 286.
0 Ivi, p. 287.
) Ibidem.
> Ivi, p. 280.
*5> F. SACCHI, 1860, in Corriere della sera, 30 marzo 1934.