Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno
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1995
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pagina
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250
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250 Angelo Nesti
liano contro l'invasore nazista ossia l'aspetto nazionale dell'episodio. La lotta che in 1860 il popolo, Carmeliddu e i picciotti siciliani intraprendono contro i Borboni (che parlano tedesco), si prestava benissimo ad essere utilizzata come metafora della lotta contro l'invasore nazista. Le sofferenze, la dominazione, l'occupazione armata, le fucilazioni subite dai siciliani nel film, venivano intuite immediatamente come quelle sofferte alle fosse Ardeatine, a S. Anna di Stazzema o a Marzabotto.
Alcuni autori, hanno giustamente parlato di consonanze tra il film e le politiche del regime,67* tuttavia l'opera di Blasetti più che alla propaganda ufficiale è debitrice sicuramente alla storiografia (anche se per il periodo fascista stabilire i giusti confini non è cosa facile). Il fatto che la messa in scena risenta così profondamente delle correnti storiografiche dominanti ed il fatto che il film non fosse un film di Stato o non avesse goduto di particolari incentivi dal regime, stanno ad indicare la profonda diffusione, anche al di là della cerchia ristretta dei diretti interessati, del dibattito storico che in quegli anni investì il Risorgimento. Questo suffragato dal fatto che la più importante casa di produzione, la Cines, nel produrre il film pensò alla possibilità di una sua diffusione e conseguentemente alla predisposizione del pubblico verso quella divulgazione della nascita di una nazione .
ANGELO NESTI
Mi riferisco in particolare all'opera di P. SORLIN, La storia nel film. Interpretazioni del passalo, cit.