Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <254>
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Libri e periodici
S. BORCHI, O. GOTI, C. NASSINI, Poiana della Chiana 1525-1861. Bonifiche e trasformazioni del paesaggio agrario e della realtà sociale; Pisa, Giardini, 1988, in 8, pp. 300. S.p.
Si tratta del complesso sezionamento, operato utilizzando differenti moda­lità storiografiche del tessuto di una comunità locale toscana, che possiede una vicenda plurisecolare, attraversata da alcuni dei principali caratteri propri della regione. Vi hanno fatto la loro comparsa infatti le bonifiche, la mezzadria e l'Ordine di S. Stefano, come chiari segni di identificazione in grado di ritrarre il contesto primario delle consuetudini appartenute all'esistenza collettiva. Una sorta di immagine in scala di una estesa area culturale del granducato, defor­mata dalla presenza di una vasta proprietà della religione stefaniana, che di­mostra tuttavia la tendenza degli amministratori pubblici ad omologare la pro­pria conduzione agraria e i modelli di socializzazione prescelti a quelli elabo­rati dal ceto dirigente laico. In altre parole, sovrapponendo il caso particolare alla vicenda di una regione sembra emergete la possibile qualificazione di una anomalia omogenea.
Il primo saggio di Stefano Borchi {Bonifica e agricoltura a Foiano dai Medici all'Unità) ricostruisce, ricorrendo ad un'analisi decisamente abituale, la opera di bonificamento avviata agli inizi del 1500 dai Medici e proseguita dal­l'Ordine di S. Stefano, che diede corpo ad una massiccia serie di investimenti durati fino al 1740, data in cui venne adottato un regime affittuario. La narra­zione si spinge agli anni novanta del medesimo secolo, affrontando il tema del ripristino della proprietà all'Ordine, voluto da Pietro Leopoldo nel 1792, e della costituzione, sotto la direzione di Fossombroni, della Regia Soprainten-denza delle Acque della Val di Chiana. Alla trama dei lavori di colmata, si unisce la rappresentazione delle pratiche di rotazione, fortemente condizionate dalla cerealicoltura e da una scarsa attitudine alle culture da rinnovo, e l'indi­viduazione delle manifatture parallele, conciliabili con uno schema di pluriatti-vità. Profondamente diverso è il tracciato della ricerca di Oriana Goti (Conta­dini e agricoltura dal secolo XVII al 1859) che scandaglia dall'interno le diffe­renti coniugazioni del modo di essere della famiglia mezzadrile e del suo radicamento alla terra, attribuendo all'unità sociale più semplice la parte deter­minante nell'architettura produttiva della comunità foianese. Ne risulta uno stimolante capitolo di storia sociale, aperto ad una combinazione di innumerevoli suggestioni, che si assemblano nella determinazione delle forme di convivenza e dei meccanismi personali dell'economia.
La parte finale del volume è scritta da Carla Nassini (Politica e società nei secoli XVIII e XIX) che tende a generalizzare e quantificare i dati emersi nei due saggi precedenti. Una contestualizzazione destinata a fissare le diverse gradazioni della proprietà, escluse in buona parte dal resto del libro, facendovi comparire anche una traccia, sia pur vaga, degli accadimenti politici generali.
In chiusura solo una considerazione che non vuole in nessun modo essere critica. È certamente difficile capire le ragioni di una datazione cronologica così vasta per un lavoro, che in tutti e tre i contributi, punta a centrarsi su alcuni periodi del XVIII e XIX secolo. Forse non è estranea ad una simile scelta la sindrome della storia locale come racconto di lungo periodo, ma è certo che per questa strada le specificità delle singole cronologie subiscono un forte sa­crificio.
ALESSANDRO VOLPI