Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <258>
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258 Libri e periodici
zionaltà e l'avanzata del modo di produzione capitalistico. Soprattutto Francesco V non esitò a ricorrere continuamente ai consigli della corte asburgica, in parti­colare dello zio Ferdinando, il quale più volte indirizzò le decisioni del duca, finanche nella politica interna.
E' necessario, comunque, come ha notato ancora Santini, ricorrere ad altre spiegazioni, oltre a quella dello Stato di polizia e simili, per comprendere la collocazione degli Austro-Estensi nel turbine degli eventi della prima metà dell'Ottocento. Questa spiegazione consiste nel valutarli in una dimensione europea e non semplicemente italiana, che è l'unica a restituirci dei personaggi reali e non semplicemente degli stereotipi disegnati con mani troppo risorgi-mentistiche (p. 123). Lo Stato di Antico Regime non può, del resto, essere paragonato ad uno Stato totalitario, come dimostrano le vicende analizzate da Giorgio Boccolari ed Angelo Spaggiari nelle loro relazioni su Francesco TV d'Austria Este a governo del Ducato Estense (1814-1846) e Francesco V, l'ultimo duca. Riflessioni su due secoli e mezzo di potere e civiltà estensi nello Stato di Modena . È soprattutto la politica sociale a rivelarsi interessante. Francesco IV prende, infatti, molti provvedimenti che aiutano le classi popolari, guidato da un'acuta intuizione psicologica dei sentimenti delle -masse. Gli arti­coli del giornale fondato dal duca, La Voce della Verità (1831-1841), riassume­ranno chiaramente il pensiero dei sostenitori dell'Antico Regime a proposito della questione sociale: la povertà non può essere sradicata dal mondo ; c'è tuttavia il dovere di soccorrerla da parte delle classi agiate. La miseria, d'al­tronde, si è ingigantita in Europa proprio per colpa dei liberali e delle loro teorie economiche. Essi promettono la ricchezza ed il benessere per tutti, mentre in realtà la fredda e barbara politica dell'industrialismo elimina ogni forma di carità e di solidarietà. La moltitudine degli operai che si trovava un tempo sotto il costante e benefico patronato del clero, dei nobili e dei capi delle Arti , per colpa della Riforma protestante prima e delle rivoluzioni liberali poi, è stata sbalestrata nelle mani degli imprenditori e sottoposta alla spietata legge del loro interesse. Difendere la religione cattolica contro gli assalti delle filosofie moderne e comprimere i commerci e le industrie a vantaggio del lavoro nelle campagne: questa era secondo i redattori de La Voce della Verità la politica più sicura contro la diffusione della miseria. Per quanto riguardava, infine, l'indipendenza, la libertà di parola, di stampa, di associazione, ài popolo non ne aveva bisogno, poiché la sua felicità derivava da altre dimensioni: la sicu­rezza data da un lavoro stabile, la fede religiosa tradizionale, l'inserimento in una comunità dove si praticavano la carità e il rispetto delle consuetudini patriarcali.
I duchi erano pienamente coscienti dello stato di disagio e di ribellione della borghesia. Conoscevano bene la forza economica e culturale di questa classe sociale, ma con piena consapevolezza la esclusero dal loro sistema di governo. A Modena vivevano militari e funzionari capaci, che avevano servito Napoleone e che avrebbero potuto benissimo occuparsi degli affari pubblici. Ma Francesco IV e Francesco V non ne vollero sapere. Nessuna concessione al liberalismo, nessun compromesso con il liberalismo. Gli Asburgo-Este si presentarono, in Italia, prima e dopo il 1848, come i campioni della lotta contro di esso, emanando leggi che consideravano l'appartenenza alla Carbo­neria ed alla Giovine Italia un delitto di lesa maestà, da sottoporsi a giudizio senza possibilità di appello. E, ovviamente, nessuna libertà civile fu mai tol­lerata nel Ducato.
Gli Asburgo-Este, invece, riuscirono a legare alla dinastia la nobiltà, i con­tadini ed i piccoli artigiani con un piano preciso. Restituirono, innanzitutto, alla vecchia nobiltà feudale ed alla Chiesa la loro funzione, che nell'Antico Regime era quella di assistere il sovrano, di difendere i più deboli e di fornire