Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <261>
immagine non disponibile

Libri e periodici 261
diamo oltre tutto perché spiegano i contenuti del libro: gli inizi; Inghilterra: 1837-1845; la rivoluzione: 1846-1849; dopo il 1850: ancora cospirazioni; in attesa: 1854-1858; verso l'unità d'Italia: 1859-1861; pensiero e azione: 1861-1864; la fine degli anni sessanta; le grandi polemiche e le ultime battaglie; successi e insuccessi. Come si evince dn questa elencazione, che peraltro è specificata meglio dai titoli dei capitoli che tre a tre compongono ciascuna parte, l'itinerario è segmentato a ragion veduta su uno schema concettuale e cronologico di facile accessione anche per chi vuol conoscere solo i fatti. Un epilogo chiude il testo discorsivo, al quale, come abbiamo detto, fa seguito, dopo una breve avvertenza bibliografica, l'apparato delle note, in cui è possi­bile rinvenire indicazioni e riferimenti abbondanti sulle fonti d'archivio tal­volta, ma di più sulla produzione degli studiosi che precedentemente si sono interessati alla figura e all'opera di Giuseppe Mazzini. Se può giovare, diciamo che nel volume è legato, quasi al centro, un sedicesimo di tavole fuori testo in carta patinata; concorre a farne una bella edizione, ma anche a dare qual­che riproduzione di documenti interessanti e di qualche schizzo.
Le singole vicende trattate avrebbero bisogno di spazi sufficienti per chio-sature pertinenti e sottolineature proficue, a partire dai fatti della Repubblica romana, la quale lascia agli uomini politici di quelle generazioni un'eredità ancora più preziosa: la memoria del modo in cui Roma conduce la lotta per la difesa della propria indipendenza in alcuni dei fatti d'arme più fortunati e più eroici del Risorgimento , per giungere alla conquista militare della ca­pitale, al famoso 20 settembre 1870, quando Mazzini si trova in prigione. Pure qui il Mack Smith dà un saggio della sua bonomia di narratore consu­mato e compiacente: Per quasi due mesi rimane nel castello quattrocentesco che guarda sul mare di Gaeta vigilato, nella baia, da non meno di cinque navi da guerra. In un primo tempo non gli è consentito di ricevere visite né gli è concesso il necessario per scrivere; ma, per il resto, è trattato con tutti i riguardi; e il suo appartamento di tre stanze, fornito di tappeti e di comode sedie, è molto più spazioso del suo alloggio londinese. Il governo si offre per­fino di fornirgli sigari e gelati, mentre lui protesta di non voler far pesare sulle autorità il costo di quei lussi . Sulla prigionia di Mazzini a Gaeta è stato scritto abbastanza, ma ancora materia v'è per ulteriori approfondimenti.
Alcune tesi dell'autore del bel libro che esaminiamo, come quella sul-l'ottimismo dell'insigne genovese, lo straordinario ottimismo che insieme con la sua perseveranza continua per tutti gli anni 1850 ad essere un elemento essenziale del Risorgimento , sono fascinose, ma più positive e ricche di ap­porti consistenti sono certamente le idee nuove rimarcate in merito alle perma­nenze a Londra del politico e dello studioso: queste sono state oggetto di particolare lavoro di indagine da parte di Denis Mack Smith, che così, da londinese qual è, ha avuto l'opportunità di cogliere qualche esito singolare.
In complesso, il libro si legge bene, pur se nella traduzione Bettino Betti avrebbe potuto adottare una punteggatura meno pedissequa rispetto al testo inglese; è abbastanza documentato, come testimoniano con l'abbondanza di no­tizie la dovizia dei riferimenti bibliografici e i rimandi relativi; si inserisce dignitosamente nell'elenco delle pubblicazioni storiche, numerose e diffuse, del­l'autore inglese, che ama la storia d'Italia e dai lettori italiani è ripagato con il successo che miete a larghe mani qui da noi; rafforza l'impegno produttivo degli operatori della casa editrice Rizzoli, che tiene bene il mercato in materia di storia d'Italia e di opere del genere. Deve dirsi, insomma, che sulla perso­nalità e sulla produzione di Giuseppe Mazzini il volume di Denis Mack Smith è un esauriente trattato, utile e soddisfacente alla bisogna.
GAETANO ANDRISANI