Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
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1995
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Libri e periodici
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solo dopo averne riacquistata la fiducia in lui lo lasciò libero di costruirsi una carriera. Avvocato e giudice aggiunto a Casale, vi conobbe Pier Dionigi Pinelli, futuro ministro e Presidente della Camera. Insieme fecero gruppo con Rattazzi, Lanza e Mellana. Da quel momento i suoi orizzonti si allargarono, fino all'incontro con Des Ambrois, che gli tracciò il cursus honorum di servitore dello Stato. Deputato, ministro, senatore, vice-Presidente del Senato, presidente del Consiglio di Stato, fu un susseguirsi di incarichi ad altissimo livello, di cui Ugolini ha saputo recepire i tratti essenziali. Un ultimo punto, colto puntualmente dal relatore: Carlo Cadorna era profondamente cattolico, ma altrettanto profondamente laico, un atteggiamento che ne attualizza il pensiero. Dedicò gli ultimi anni della sua vita ad un trattato intitolato Religione, Diritto, Libertà. Ci sgomenta che uno storico tanto attento come Carlo Arturo Jemolo, che pure cita più volte l'autore, non abbia sentito il bisogno di menzionarlo. Se gli specialisti ne ripercorressero con pazienza le 1500 pagine vi troverebbero ancor oggi molti spunti di riflessione.
PAOLO CIRRI
SERGIO TOMBARI, Aurelio Saffi da Segretario a Presidente della Provincia di Forlì; Forlì, Edizioni Camera di Commercio, Industria, Agricoltura ed Artigianato, 1989, in 8, pp. 255. S.p.
Fra gli Stati preunitari lo Stato pontificio possedeva sulla Provincia una legislazione mista, con istituti tradizionali e istituti di origine napoleonica. L'ente era valutato come una associazione di Comuni, cui spettava la suddivisione delle spese sulla base dei vantaggi.
Dall'Editto del 5 luglio 1831, dovuto al cardinale Tommaso Bernetti, vanno isolate alcune disposizioni, che ritroveremo nella normativa unitaria: quelle sul rinnovo parziale, sulla gratuità delle funzioni e sulla sessione ordinaria annuale. Le nomine, però, avvenivano sulla base di terne e il governo poteva sciogliere a suo piacere i consigli provinciali, ordinandone anche la rielezione generale. Le leggi del 22 e del 24 novembre 1850 fissavano norme uniformi, distinte dalle vecchie articolazioni particolaristiche.
La storiografia ha già compiuto con il lavoro di Ventrone, risalente al 1942, con il saggio di Ruffilli L'appodiamento e il riassetto territoriale nello Stato Pontificio, 1790-1870, apparso nel 1968 e nella parte del volume Lo Stato pontificio da Martino V a Pio IX, dovuta a Caracciolo, una precisa ed esauriente analisi crìtica della funzionalità dell'ente, che, a parere della Petracchi, ha fornito un' ottima prova .
Il volume di Sergio Tombari, posto in distribuzione con anni di ritardo rispetto all'uscita tipografica, ripercorre con encomiabile ricchezza di documentazione la presenza e l'attività di Aurelio Saffi, il politico definito l' ultimo vescovo di Mazzini, di colui che nel 1846 si impegna nel concorso di Segretario della Provincia, impiego comodo , più per ubbidienza a mia Madre, e per debito di famiglia , e che nello stesso anno ne La rimostranza. Indirizzo ai Monsignori Janni e Ruffini non condanna segno inequivocabile di tendenze ideologiche già salde le violenze rivoluzionarie in corso, ma ne tenta una giustificazione o almeno una spiegazione non aprioristica.
Ottenuta la nomina, Saffi nel marzo 1846 è autore della replica del consiglio provinciale alla lettera circolare del Segretario di Stato, cardinale Pasquale Tommaso Gizzi, agli enti locali sui bisogni e sui provvedimenti opportuni in quel delicato frangente. Sani apre una forte polemica con le vecchie strutture, la vecchia mentalità e la vecchia economia, suggerendo un contemperamento della religione con il progresso, in una parola, con i tempi ormai maturi per un cam-