Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno
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1995
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pagina
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265
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Libri e periodici 265
La prolusione dell'incontro di studi viene dettata da Aniello Gentile, che svolge il tema: L'epopea garibaldina in Terra di Lavoro nella letteratura da G. C. Abba a Denis Mack Smith; il relatore spazia nel panorama letterario garibaldino, riportando ampie citazioni e soffermandosi ad illustrare esaurientemente alcune prese di posizione particolari e qualche curiosità notevole. La questione storica, pur presa di riflesso, rimbalza dalle narrazioni che si esaminano e dalle annotazioni che via via vengono suggerite dagli interventi citati, tra i quali hanno rilievo i resoconti giornalistici del tempo, quelli italiani e quelli stranieri, che costituiscono una documentazione da approfondire. Gentile, partendo da Jessie Meriton White e da Giuseppe Cesare Abba, nel suo excursus profila un itinerario di ricerche da portare nelle diverse direzioni delle vicende letterarie, del giornalismo, della diaristica, della documentazione parlamentare, della cronaca politica, e, arrivando fino ai divulgatori di storia dei nostri giorni, mette in risalto la varietà di interpretazioni che si danno ai fatti del nostro Risorgimento.
Pur prolusione vien definita, negli atti del congresso garibaldino casertano del giugno 1993, la lezione che vi tiene il primo giorno dei lavori Carlo Bellinzona, che svolge un argomento attagliato alla sua specifica qualifica: J bersaglieri alla battaglia del Volturno, dandoci l'occasione di conoscere i fatti e lo sviluppo di una partecipazione particolare ad una vicenda militare, che merita ancora attenzione. In verità, è la prima volta che in maniera così organica vien presentato un capitolo interessante della battaglia del Volturno; quindi, vien dato un apporto originale allo studio di un accadimento tanto rilevante, ma pur tanto complesso nelle sue articolazioni intricate.
Lo stesso relatore spiega le ragioni della sua indagine storica, quando dice con franchezza della singolare coincidenza della sorte , che porta la brigata dei bersaglieri denominata Garibaldi in un'area fortemente legata all'epopea garibaldina, e del conseguente impegno non solo per il recupero culturale dei luoghi, ma per individuare e definire richiami più approfonditi al binomio Bersaglieri-Garibaldi . L'analisi è portata sull'aspetto storico, ma coinvolge in marnerà diretta anche quello militare, spiegato con la competenza professionale dell'autore e con la conoscenza dettagliata dei posti e degli schieramenti.
Sulla lezione di Bellinzona, peraltro illustrata da cartine e da schèmi opportunamente predisposti, s'innestano i contributi del generale Camillo Cacciò e del tenente colonnello Giovanni Cerbo. Il primo tratta il tema Garibaldi e il corpo dei bersaglieri, ricordando le molteplici occasioni in cui l'eroe dei due mondi ha alle dipendenze ed impiega gli speciali reparti militari, ma anche mettendo in luce con rigore di accorto ricercatore gli apprezzamenti e le osservazioni dello stesso Garibaldi sulle capacità di queste truppe speciali, un battaglione delle quali da lui viene affidato al figlio Menotti durante la difficile battaglia del Volturno.
I bersaglieri ieri, oggi e domani è il titolo dell'intervento di Cerbo, sintetico ma efficace, reso vivo dal riferimento fervido ai quadro del Cammarano, che dipinge i fanti piumati svettanti il 20 settembre 1870, allorché si realizza il sogno di Mazzini; in effetti, l'attenzione è incentrata sempre sulla partecipazione dei bersaglieri alla battaglia del Volturno, sulla quale si danno riferimenti circostanziati e si annotano osservazioni utili.
Sulla figura di Garibaldi generale discute Oreste Bovio, che delinea un profilo del soldato ben calibrato agli episodi che si presentano. In un convegno garibaldino è logico che tutti gli apporti si indirizzino ad approfondire la personalità e l'opera del protagonista; anzi, prendono rilevanza in tale ambito monografico anche i contributi differenziati, ma che portino sempre acqua al mulino della celebrazione. Acquistano cosi il loro posto nel congresso Erika Garibaldi, la quale asserisce che il federalismo europeo di Garibaldi nasce in