Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
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1995
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pagina
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267
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Libri e periodici 267
LUCREZIA ZAPPIA, Enti locali e potere centrale. L'opposizione all'accentramento (1861-1865). Il caso di Reggio di Calabria (Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Comitato di Roma; Risorgimento. Idee e realtà, 18); Roma, Gruppo Editoriale Internazionale, 1994, in 8", pp. 251. L. 30.000.
Questo libro di Lucrezia Zappia, nel quale vengono affrontate le vicende che caratterizzano h storia politica e amministrativa che segna il passaggio della provincia di Reggio Calabria dalla amministrazione borbonica a quella sabauda all'inizio degli anni '60 del secolo scorso, è un libro che si presta a diverse chiavi di lettura, soffermandosi su aspetti che toccano la storia politica, la storia delle istituzioni amministrative, la storia della società e della Chiesa reggina durante il processo di unificazione nazionale. Ma questo libro si presta anche ad essere letto con l'attenzione al dibattito politico degli ultimi anni, nel quadro della forte e insistente ripresa delle istanze autonomistiche e del convincimento, ormai generale, che occorra rivedere e correggere la struttura amministrativa dello Stato, con una gamma di proposte che vanno dal federalismo ad un più temperato decentramento regionale.
Certamente è forte la tentazione di leggere questa pagina della nostra storia nazionale, cogliendo, in qualche modo, i riflessi che essa proietta nel-Fodierno dibattito politico attorno al tema della struttura amministrativa dello Stato. Tuttavia, al di là di questo aspetto, che se ci consente di leggere questo libro attualizzandone il significato, penso vada tenuto soprattutto presente il fatto non trascurabile ohe siamo di fronte ad una ricerca storica, che deve aiutarci a chiarire alcuni aspetti e problemi della nostra storia nazionale, nei confronti dei quali la storiografia si è a lungo interrogata e continua ad interrogarsi.
Il nodo centrale di questo libro è infatti il problema della nascita del nuovo Stato nazionale, con la sua struttura centralistica che, per molti aspetti, veniva a comprimere e a deprimere molte sane energie locali, molte istanze che pur avrebbero meritato ascolto ed attenzione. Questo problema, com'è noto, accompagna la storia dello Stato unitario, suscitando via via correnti politiche e culturali particolarmente sensibili alla esigenza della autonomia degli enti locali. Basti ricordare quanto questo problema ha trovato spazio nella pubblicistica politica, giuridica, sociale negli anni dello Stato liberale, quali contributi vi hanno portato correnti politiche di ispirazione democratica, mazziniana, cattolica, socialista, uomini legati al pensiero liberale, meridionalisti, economisti e così via.
In anni a noi più vicini è stata soprattutto la storiografia ad interrogarsi sulle ragioni della scelta centralistica operata dalla classe dirigente liberale dopo il 1860, giungendo alla conclusione che nel valutare quella scelta non si può dimenticare che, più che da precedenti programmi o mature convinzioni, essa fu in buona parte il risultato di situazioni contingenti o di preoccupazioni politiche. Infatti, come si coglie anche da alcune pagine di questo libro, la conquista garibaldina del Mezzogiorno nel 1860 aveva posto problemi nuovi e imprevisti alla classe dirigente liberale: la paura che si affermassero istanze repubblicane, il timore del rafforzamento del legittimismo borbonico, sostenuto anche da ambienti ecclesiastici, l'esigenza di guadagnare al più presto la fiducia dell'opinione pubblica e dei governi degli altri Stati europei e di presentarsi con l'immagine di uno Stato ordinato, disciplinato, senza fermenti rivoluzionari.
Queste esigenze imposero un atteggiamento duro e deciso che fini con il sorprendere e lasciare interdetta perfino quella parte dell'opinione pubblica liberale e democratica che aveva salutato con entusiasmo l'avvento di Garì-. baldi prima e di casa Savoia poco dopo. Se noi andiamo a leggere la relazione del 30 agosto 1862, indirizzata al Governo da parte del sindaco e della