Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno
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1995
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pagina
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275
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Libri e periodici
ALDO ALESSANDRO MOLA - MICHE BERRÀ, Un imprenditore europeo, una terra di confine; Luigi Burgo e la Valle Varaita, presentazione di Giacomo Od-dero; Cuneo, Cassa di Risparmio di Cuneo, 1993, in 4, pp. 200 con ili. Edizione fuori commercio.
Luigi Burgo nacque a Moneglia (Genova) il 31 marzo 1876 da semplici lavoratori. A circa 24 anni di età, ultimata la sua pratica tecnica nella nuova Officina Costruzioni, filiale in Genova della Compagnia Generale Elettrica Thury di Ginevra, si recò a Verzuolo (Cuneo) allo scopo di studiarvi la possibilità di valersi della forza idraulica di un vecchio molino ancora azionato da ruote in legno, per crearvi il "primo impianto" di luce elettrica. Allestito il relativo progetto quale mandatario della Ditta, costituita in Genova "Alimonda, Burgo C." di cui l'ing. Burgo era unico gerente tecnico, passò a costruire sul canale del mulino la prima Centralina idroelettrica (turbina, alternatore, linea, ecc.) che diede a Verzuolo nel 1900 e subito di seguito ai comuni limitrofi di Manta, Villanovetta, Costigliole Saluzzo, Villafalletto e Centallo, la invocata luce elettrica. Dal pratico esercizio dell'impianto nei susseguenti anni (1900-1904) risultava però pressoché impossibile trovar da cedere a terzi, data l'esistenza di parecchie risorse idriche nella zona, i circa 70 HP della Centrale, che rimanevano liberi durante il giorno. Per tale fatto e considerato che nel canale del mulino defluiva anche acqua sufficiente, venne all'ing. Burgo l'idea di ivi creare una "cartiera" atta ad impiegare la disponibile forza elettrica della Centrale. Ebbe così origine (atto notarile 21 giugno 1905) la Società in Accomandita semplice "Cartiera di Verzuolo ing. Burgo C." con sede in Verzuolo e col capitale iniziale di L. 300.000, diviso in 60 carature di L. 5.000 ciascuna, sottoscritte da diversi nominativi verzuolesi e liguri. Concretata tale prima idea, l'ing. Burgo si recava tosto in Svezia e in Norvegia per visitare fabbriche di carta e cellulosa e, rilevato che colà si cominciava a produrre uno speciale tipo di carta denominata "Monolucida", già nel successivo autunno del 1906 la nuova piccola "Cartiera di Verzuolo" produceva i primi 40 q.li al giorno di consimile carta, tratta esclusivamente dal legno. Il successo dell'iniziativa, confermato dalla sperimentata bontà del prodotto, nuovo per l'Italia, valse all'ing. Burgo una grande medaglia d'oro, massima onorificenza al merito industriale da parte del ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio di allora .
Così il 22 agosto 1945 Luigi Burgo ricostruiva, in una bozza di memoriale difensivo all'Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo, le origini di quel suo impero della carta che in quarant'anni di indomita attività aveva esteso a mezza Europa. L'importante e sinora inedito documento è pubblicato nell'Appendice documentaria (la cit. è tratta da p. 112) al cospicuo saggio a lui dedicato da Aldo Alessandro Mola nella prima parte del presente volume: Luigi Burgo: un imprenditore europeo, pp. 7-131, dato alle stampe in sontuosa veste tipografica dalla Cassa di Risparmio di Cuneo, spiega il suo Presidente, Giacomo Oddero, sia per manifestare tutta la propria attenzione nei confronti del Saluzzese e in particolare della Valle Varaita , sia per proseguire un discorso editoriale rivolto a ciò che è permanente, nei valori dì una provincia aperta all'Europa ed alle sfide del cambiamento, ma sempre consapevole della propria identità (p. 5).
Le pagine di Mola, avverte l'Autore, non vogliono essere una storia della industrializzazione nel Cuncese (tema che richiederebbe altro impianto e diverso spazio), né una biografia di Luigi Burgo. Non sono neppure una storia dell'im-