Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <276>
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276 Libri e periodici
presa costruita dair"ingegnere'' e condotta al rango di prima industria cartaria d'Italia e sesta in Europa. Occorre anzitutto riparare un torto, egli aggiunge, che riguarda il perdurante buio nel quale è avvolto ormai quasi un secolo di vita cuneese. Tre generazioni rimangono "senza storia": una lacuna che va colmata in fretta e bene se non si voglia che i giovani pensino il mondo sia cominciato con il vuoto del tempo presente (p. 8).
In effetti Mola, il massimo interprete della storia cuneese cui ha dedi­cato, per esempio, Stampa e vita pubblica di provincia, Milano, 1971, Storia dell'Amministrazione "Provinciale di Cuneo dall'Unità al fascismo, 1859-1926, Torino, 1971 e L'invenzione di Cuneo. Ricognizione della storia e progetto politico, in Comune di Cuneo, Assessorato per la Cultura, L'Amministrazione Comunale di Cuneo dal Settecento ai giorni nostri, premessa di Nello Streri, Cuneo, 1991, pp. III-XXVI, indagando la personalità di Luigi Burgo va in primo luogo alla ricerca di uno stile di pensiero, e sottolinea che sino a un paio di generazioni addietro il rapporto fra governati e governanti era impron­tato a reciproca fiducia e solidarietà: sentimenti niente affatto "gratuiti", bensì basati sulla responsabilità di cui ciascuno doveva dare prova (ivi). Proprio nella mancanza della fede degli abitanti nei confronti del Potere e nella diffusione del dubbio sulla necessità dell'unitarietà degli uomini nella società civile, mentre per affrontare con successo le grandi sfide occorre sentirsi parte della storia universale, Mola individua dunque il motivo per il quale, dopo Burgo, Verzuolo e la Valle Varaita non hanno più espresso alcun imprenditore, uomo politico, religioso, statista o scrittore, artista di rilievo nazionale né, meno ancora, europeo.
Burgo provò anche nei fatti l'oggettiva continuità fra impresa economica e responsabilità politica. Mola indica nella presidenza del neonato Rotary Club di Cuneo, dall' ingegnere assunta il 18 ottobre 1925, quando stava per consu­marsi il crollo della età liberale con le forzate dimissioni di Giolitti da presi­dente del consiglio provinciale di Cuneo, il momento in cui l'imprenditore ligure raccolse attorno a sé tutte le componenti della dirigenza politica sino a quel momento espressa dalla provincia granda ed in tal modo non solo ereditò anzitempo il ruolo, già svolto da Giovanni Giolitti, di pater super partes, punto fermo nel cangiare di umori e di equilibri, vero statista, bensì mostrò di andare dritto alla radice del problema aperto con il transito del­l'età liberale: rivendicare la continuità della storia, senza postume censure né falsificazioni (p. 93).
Perciò nel 1929 Burgo dette vita alla Società di studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo: il più consapevole e comprensivo sforzo mai attuato nella "Granda" per restituire senso compiuto e universale a fatti e a figure altrimenti destinati a rimanere frammenti, "episodi", accadimenti ac-cidentali... A quel modo Burgo indicò la via per confutare e sconfiggere la legge della dispersione dell'energia, che riguarda, sì, il mondo della fisica ma non quello dello spirito. Perciò in quegli anni l'evangelico Luigi Burgo figurò ritto dinanzi alle altre incarnazioni istituzionali della società: i vescovi di Sa-luzzo o di Cuneo, i prefetti del Regno, alti burocrati e ufficiali, via via, sino come già del resto nel 1920-22 al capo del Governo e al Re d'Italia (pp. 93-94).
Con ragione dunque il 9 agosto 1939 Burgo fu nominato 2.289 senatore del regno per alto censo . Al pari di Alberto Beneduce, Beniamino Don­zelli, Arrigo Serpieri, Luigi Aldrovandi Marescotti ed altri patres nominati nelle dodici grandi e piccole infornate che si susseguirono tra il 25 marzo e il 20