Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
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1995
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278
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278 Libri e periodici
dell'attenzione degli studiosi un uomo la cui vicenda è stata trascutata anche da una storiografia che nel mezzo secolo dalla fine del secondo conflitto mondiale è parsa talora la prosecuzione con altri mezzi della lotta combattuta con le armi, anziché mestiere che comporta di conoscere e comprendere in ogni possibile aspetto la fenomenologia del proprio oggetto d'indagine e di non nascondersi né precludersi nulla sulla base di pregiudizi estranei alla scientificità,
CLAUDIO SPIRONELLI
VITTORIO FROSINI, La Famiglia Stuparich. Saggi critici; Udine, Del Bianco Editore, 1991, in 8, pp. VII-251. L. 25.000.
Vittorio Frosini, autore di questo libro, ha vissuto lungamente a Trieste a partire dal 1936 fino al 1945, frequentando assiduamente quello che lui stesso chiama l'ambiente triestino di giovani scrittori ed artisti . Questi succinti dati biografici sono utili per comprendere il tono evocativo e la natura composita di questo volume.
Come l'autore premette nella prefazione, infatti: Il titolo dato a questo libro, La famiglia Stuparich, va inteso anche in senso emblematico, come rappresentativo non soltanto dei legami di sangue e di afletti che unirono fra loro i tre componenti nelle persone dei due fratelli e di Elody, che fu la moglie di Giani e sorella ideale, più che cognata, di Carlo; ma come titolo riferito, in senso di metafora, alla più vasta famiglia letteraria, che si raccolse intorno alla figura dominante di Giani, e che costituì in tal modo una sorta di costellazione nel cielo letterario di Trieste . Così se la prima parte del volume è dedicata ad una raccolta di saggi che riguardano unicamente la famiglia Stuparich ristretta ai suoi componenti, la seconda allarga il campo di osservazione fino a quei membri della famiglia letteraria triestina in strettissima relazione con questa, come Scipio Slataper, P. A. Quarantotti Gambini fino a personaggi minori come Vittorio Giotti e Spiro Dalla Porta Xidias. Nella terza parte viene presentata una composita appendice di testi stupariciani: due brevi saggi sul* l'educazione ed uno sulla Pentesilea di Kleist opera di Carlo, tre discorsi di Giani tenuti in tempi diversi (1923, 1948, 1958) ma legati dall'argomento risorgimentale e i Notturni di Maggio che Elody dedica al cognato Carlo.
Carlo, il fratello maggiore, si impone in queste pagine come il coerente seguace di quella concezione esistenzialistica della vita che, secondo l'insegnamento dell'amico Michelstaedter, vedeva nella persuasione l'unico scampo alla rettorica del tempo. Dopo il suicidio del fratello per scampare alla prigionia austriaca, Giani assunse come scrive il Frosini un ruolo patriarcale, giacché fu lui a curare la memoria ed a promuovere la fama postuma di Scipio e Carlo ,
Giani) secondo l'autore, si presenta come l'ultimo rappresentante di quello che si può ben chiamare umanesimo risorgimentale , un umanesimo che riesce a conciliare i toni combattivi e militanti della Guerra del '15 e dei Colloqui con mio fratello ai toni lirici di quelli che forse sono i suoi capolavori: L'isola e Ricordi istriani.
U carattere democratico e mazziniano dell'irredentismo triestino, che Frosini rileva come costante dei testi stuparichiani dal giovanile La Nazione Czeca fino agli ultimi discorsi pubblici, non viene sottoposto però ad un adeguato vaglio critico.