Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <279>
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Libri e periodici
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Se effettivamente l'impeto patriottico e l'impegno nella diffusione della religione della libertà spingono a sottolineare l'accento democratico e pro­gressivo del sentimento d'identità nazionale che fu proprio dell'irredentismo e più ancora dell'interventismo democratico, in questo gruppo di intellettuali tro­viamo il retaggio di qualche cosa di diverso e di altamente specifico e cioè proprio quel sentimento d'identità per sottrazione che è peculiare, parados­salmente, a tutta la cultura asburgica di quegli anni.
Solo così possiamo spiegare quelle notazioni di Giani Stuparich, incom­prensibili in un intellettuale regnicolo , rievocanti la finis Austriae, combat­tute fin in fondo fra l'esaltazione della vittoria conseguita e la separazione recente (Ci accorgiamo [...] che la storia d'Europa, nonostante le divisioni statali e nazionali, è storia unitaria. Cit. da Lo spirito del Risorgimento, p. 161).
In ragione dell'impostazione, l'autore lascia senza conseguenze una propria interessante osservazione: il dramma degli irredentisti fu quello di vivere dapprima come stranieri nella loro terra, essendo italiani di sentimento nella Trieste asburgica, e austriaci di nazionalità nella Firenze italiana . Questa avrebbe potuto costituire uno spunto per una serie di originali valutazioni sulla presenza, anche fra gli intellettuali di lingua e cultura italiana, di quel sentimento di lontananza così caratteristico della cultura asburgica.
L'autore non può sottolineare adeguatamente, allora, come proprio nell'op­posizione ai nazionalismi e nel legame ad una radice europea, propria di tutte le nazionalità e di nessuna, risieda il contributo più moderno di questa famiglia triestina allargata .
GIOVANNI CARLETTI
AA.W., La moralità armata. Studi su Emanuele Artom, 1915-1944, a cura di ALBERTO CAVAGLION, prefazione di ALESSANDRO GALANTE GARRONE; Mi­lano, Franco Angeli, 1993, in 8, pp. 115. L. 22.000.
Cresciuto a Torino, in un ambiente familiare colto e aperto, il giovane ebreo Emanuele Artom torturato e trucidato dai nazifascisti nella primavera del 1944 si laureò in Lettere discutendo a Milano una tesi di storia antica ma di argomento maccabico.
Successivamente i suoi interessi etico-civili si spostarono dalla storia antica verso la storia contemporanea e soprattutto verso la storia del Risorgimento. Come dimostra il manoscritto inedito sulla biografia di David Levi [...], nella figura dell'ebreo chierese, patriota e uomo del Risorgimento, lucidamente Artom individuò l'anello di congiunzione fra Je tensioni antifasciste del suo tempo e l'ottocentesca lotta per l'unità d'Italia, scrive Alberto Cavaglion nel-VIntroduzione (p. 3).
Oltre a Cavaglion, che pubblica integralmente in appendice il Principio di una biografia di David Levi (pp. 87-102), dell'attività storiografica di Artom si occupa altresì Roberto Pertici, Emanuele Artom studioso di storia, pp. 11-30, che dedica all'interesse di Artom per David Levi, l'intellettuale più presti­gioso del primo gruppo dirigente nazionale massonico ma anche l'antico mazzi­niano divenuto monarchico costituzionale, le pagine conclusive della sua analisi.
CLAUDIO SPIRONELLI