Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Filosofia politica. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <298>
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Carlo Gbisaìberti
l'aveva unita, al tempo di Lord Bentinck all'archetipo britannico dal quale sarebbe stata recepita ed imitata, collegandosi, però, nell'opinione di molti alla trama istituzionale della storia plurisecolare della nazione siciliana e del suo parlamento medievale: donde l'esaltazione oltre mi­sura del suo dettato vantando la comune origine normanna e la simili­tudine di certi contenuti normativi del testo le cui fonti prime erano fatte risalire con una certa approssimazione a sette secoli addietro. *
H discorso sull'influenza del costituzionalismo inglese nelle aree me­diterranee ed in Italia, restava, però, quasi del tutto estraneo al Balbo portato dal suo storicismo nella disamina delle vicende istituzionali ad un'estrema concretezza. Anche se, per un momento, nel corso dramma­tico della rivoluzione piemontese del 1820-21 egli aveva potuto volgere col Santarosa la sua attenzione al testo siciliano del 1812 prendendolo in considerazione come ipotesi alternativa alla costituzione di Cadice, ciò non deve indurre in errore: che il Balbo, pure in quei frangenti, restava sostanzialmente legato alla visione esemplare delle istituzioni britanniche, alle quali quella francese del 1814, a suo avviso imperfetta e non senza manchevolezze, sembrava accostarsi in misura maggiore di quella siciliana, derivante da un ambiente del tutto differente per tradizione e per co­stumi da quello piemontese.17'
L'esperienza, o, meglio, la lezione del 1820-21 era stata, quindi, es­senziale nella formazione del suo convincimento in favore della formazione di una monarchia rappresentativa nascente, nel caso subalpino, da un octroi del sovrano e non, quindi, da una rottura rivoluzionaria della con­tinuità statale e della tradizione dinastica, come sarebbe avvenuto affidando ad un legislatore o ad un'assemblea un pouvoir constituant od anche, come si era fatto allora, obbligando un monarca a recepire un testo stra­niero promulgandolo ed imponendolo al proprio Stato. Nell'oc/roi regio solamente, come attestava nei Pensieri ed esempi di morale e di politica, scritti all'indomani dei fatti del 1820-21, possono essere salvati quei prin­cipi della legittimità e della legalità che la lezione di allora aveva mo-
16> Mancano tuttora studi d'insieme sull'influenza costituzionale inglese nelle dif­ferenti regioni italiane durante il periodo della rivoluzione e dell'Impero. Risultano comunque essenziali al momento gli scritti di C. R. RICOTTI: II costituzionalismo britan­nico nel Mediterraneo (1794-1818), in Clio, a. XXVII (1991), fase. 3, pp. 365 sgg.; Il costituzionalismo britannico nel Mediterraneo (1794-1818) II: Fra Whigs e To-ries: le istanze costituzionali a Malta, in Clio, a. XXIX (1993), fase. 2, pp. 213 sgg.; Ancora sul modello corso: il sistema elettorale e la sua derivazione britannica* in Clio, a. XXIX (1993), fase. 4, pp. 579 sgg.
17) Sull'atteggiamento del Santarosa nei confronti della costituzione siciliana del 1812, oltre al saggio di M. A. BENEDETTO, Aspetti del movimento per le costituzioni in Piemonte durante il Risorgimento, cit., pp. 47 sgg., da vedere adesso anche G.P. ROMAGNANI, Prospero Balbo intellettuale e uomo di Siato (1762-1837), II: Da Na­poleone a Carlo Alberto (1800-1837), Torino, 1990, pp. 546 sgg.