Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Filosofia politica. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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306
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Carlo Ghisalbertì
La monarchia rappresentativa era, quindi, per Balbo l'unica forma di governo possibile per il Piemonte del presente e per l'Italia del domani, quando avesse conseguito l'indipendenza. Una forma di governo fondata da un lato sul riconoscimento della rappresentanza nazionale costituita ed esemplata sul rapporto tra il sovrano e le due camere in base alla formula inglese The King in Parliament, contro l'astrattezza della teorica franco-rivoluzionaria della sovranità nazionale, ed incentrata dall'altro sul principio della onnipotenza parlamentare, fonte e garanzia di ogni vera riforma. Il rifiuto della Costituente, la supremazia nel sistema del monarca che regna e governa , la tutela della par condicio tra Senato ed assemblea elettiva espressione delle componenti essenziali della società e detentori, insieme al re, di ogni potere legislativo, la garanzia, posta nel-Pattribuzione al Senato della funzione di vertice della magistratura, per una giustizia emanante effettivamente dal re ed esercitata dall'ordine, e non quindi dal potere giudiziario, in modo del tutto indipendente da ogni pressione e da ogni inframettenza, l'esaltazione del bipartitismo nella consapevolezza dell'esistenza in ogni corpo politico di due sole tendenze di fondo, l'una moderata, l'altra democratica, la fiducia nella libertà e nei suoi metodi costituivano l'essenza del sistema nel quale credeva e che, giunto alla fine della sua esperienza, proponeva col libro Della monarchia rappresentativa in Italia!
La storia, però, prese un altro corso, diverso da quello che egli aveva auspicato e per cui aveva pensato ed operato durante l'intera vita. Del Balbo, storico e politico, cattolico e liberale, restano, però, il valore esemplare di una testimonianza e il senso religioso di una fede.
CARLO GHISALBERTÌ
30} Altri cenni sulla problematica costituzionale del Balbo nel mìo Stato e costituzione nel Risorgimento, dx.