Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno
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1995
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312
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312 Lgjos Pisztor
Il cardinale Bernetti appoggiò la Sidoli anche quando essa, dopo un breve soggiorno, non permesso, a Reggio, dovette di nuovo cambiare resi-den2a. La condotta che tenne in Roma fu irreprensibile: lo stesso è stato in Bologna. Come possa dare tanta apprensione la presenza ài questa donna, che basta vederla per giustificarla più morta che viva, confesso il vero non lo capisco , scrisse il 17 ottobre 1836 al suo successore nella carica di Segretario di Stato, al cardinale Luigi Lambru-schinir* La sua raccomandazione non rimase senza efletto e la Sidoli ottenne il permesso di dimorare nello Stato Pontificio.235 Ella, tuttavia, con ogni probabilità, non vi tornò. Anche in seguito rimase, però, in contatto con il cardinale Bernetti, che continuò a darle aiuto affinché potesse recarsi a Reggio ed essere vicina ai suoi figli .24)
Le nuove lettere, che comprendono un arco di tempo molto breve (ottobre - dicembre 1835), sono di notevole interesse anche rispetto al carteggio già noto relativamente al soggiorno romano della Sidoli. Esse testimoniano la sofferta relazione sentimentale tra Mazzini e la Sidoli, rievocano dei ricordi di felicità del passato quando erano insieme, narrano la loro vita quotidiana, il loro stato d'animo, il loro ambiente in cui si trovavano loro malgrado separati e angosciati vicendevolmente l'uno per l'altro e incerti di poter ancora rivedersi. Delle figlie che la Sidoli desidera di rivedere si parla spesso. Vengono pure frequentemente ricordati molti esuli italiani. A Mazzini è la libertà che manca parti-
stituto del dicastero. La gotta cui alludeva l'autore della seconda lettera, datata al 31 marzo 1836, tormentava il Bernetti e non il Capaccini. Nella medesima lettera poteva poi scrivere il Bernetti non il Capaccini le parole seguenti: Sono così contento del fardello che ho deposto, che ogni altro incommodo mi sembra leggerissimo, e quasi direi regolare (G. MARINI, op. cit.> p. 69). Semmai si può osservare che il Bernetti era contento non del suo fardello , cioè del suo incarico di Segretario di Stato, ma della deposizione di esso. Infine anche la lettera del 6 ottobre 1835, sulla irreprensibile condotta della Sidoli a Roma, edita già da E. DEL CERRO e ripubblicata dalla MARINI (op. cìt., .pp. 15-16) è del Bernetti e non del Capaccini. È questi, è vero, che firma la lettera, ma Per l'Erninentissimo signor Cardinale Segretario di Stato . La lettera termina con le scuse del Bernetti per il fatto che non scriveva di propria mano, perché, attaccato dalla gola e giacente in letto, ne era impedito . Per i mutamenti ai vertici della Segreteria di Stato nel 1836 cfr. L. PASZTOR, La Segreteria di Stato e il suo archivio 1814-1833, voi. I, Stuttgart, 1984 (Papste und Papsttum, 23/1), pp. 130, 157.
22) ASV, Segr. di Stato, 1836, rubr. 224 (già rubr. 166; Estero b. 370, fase. 4), orig. autogr., n. 53.290. Vedi più avanti l'Appendice.
La Santità di N.S. avendo benignamente annuito all'istanza di Giuditta Sidoli, diretta ad ottenere la grazia di dimorare in un luogo dello Stato Pontificio, concedendole di dimorare in Roma, comunicò la Segreteria di Stato al governatore di Roma, il 16 nov. 1836. ASV, Segr. di Stato, 1836, rubr. 165 (già rubr. 86; Estero b. 145, fase. 1), n. 53.290, minuta di mano del minutante G. Garrigos.
**) Vedi la lettera della Sidoli al vescovo di Reggio, Filippo Cattani, in data del 13 novembre 18-10, ed. da G. MARINI, op. cit., pp. 98-99.