Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno
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1995
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pagina
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313
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Lettere di Mazzini a G. Sidoli 313
colarmente. Pur essendo in Svizzera, si sente come se fosse in prigione.25* Riferimenti alla politica del tempo mancano quasi completamente nelle lettere. Mazzini accenna soltanto rare volte anche alla concreta situazione svizzera, come, per esempio, in relazione all'Associazione Cattolica in Svizzera,255 al giuramento che le autorità civili volevano imporre agli ecclesiastici in alcuni luoghi27* o alla questione dell'emancipazione degli israeliti.281
Le lettere di Mazzini alla Sidoli non possono essere prese in considerazione isolatamente. Le idee, i pensieri in esse esposti si ritrovano spesso in altri suoi scritti. Inoltre in vari casi non manifestano giudizi, prese di posizioni definitive. È spesso la Sidoli che lo induce e stimola ad esprimere le sue idee su molti problemi. Le lettere ora edite di Mazzini sono, tuttavia, di notevole interesse: illustrano una tappa importante nell'evoluzione del suo pensiero, arricchiscono la nostra conoscenza del suo mondo d'idee. Leggendole non si giunge certamente alla conclusione del Rinierì, che, tirando le somme, in base alle lettere da lui scoperte ed edite, riteneva Mazzini in confronto con la Sidoli un fanciullo , un poeta , mentre la Sidoli si rideva magnificamente di quel suo visionario amico .29)
LAJOS PÀSZTOR
LETTERE*
1
GIUSEPPE MAZZINI A GIUDITTA SIDOLI
5 ottobre 1835 Mia cara. Ho ricevuto la tua lettera del 17.1* Dopo quello che mi dici sulla
25) Vedi più avanti la lettera n. 5.
261 Vedi più avanti la lettera o. 17.
27) Ivi.
285 Vedi più. avanti la lettera n. 12.
29) I. RINIERÌ, Il carteggio, cit., in II Risorgimento Italiano, Vili (1915), p. 114.
* Le note precedute da ms. riguardano le correzioni riscontrate nella copia preparata presso l'ufficio di polizia di Roma; esse consistono, in generale, in cancellazioni eseguite dallo stesso copista nella scrittura, sia senza soluzione di continuità, sìa sei corso della revisione del testo.
Nell'edizione delle lettere mi sono attenuto, in generale, al manoscritto. Ho seguito, tuttavia, l'uso odierno per quanto riguarda la punteggiatura, gli accenti (per es. fò, ma, nò), l'uso àcHc maiuscole. Ho sostituito, inoltre, la lettera j con i Oper es. gioja, annoja).