Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno
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1995
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pagina
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318
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318 Lajos Pasztor
sapresti rinvenire alcuno, che forse il Cardinale istesso interrogato con franchezza poteva consigliarti. Io non posso che pregare per la sua salute e tremar sempre, ecco tutto quello che io posso per te! Il tuo n. 13 è assai dolce, assai amoroso. Vi è in fondo una piccola linea che mi ha data una sensazione di felicità. Io ti ho riveduta, mia santa3) e buona Giuditta, mia Giuditta che mi ami, mia Giuditta che io amo tanto, ti ho abbracciato mille volte in una, ti ho detto tante cose in una sola parola, mi sono attaccato al tuo collo dicendoti che non voleva più lasciarti andare in alcuna parte, che tu ti dovevi a me * ed io a te e tutto si restringeva a ciò, tutto questo in un minuto, poi tu mi sei sfuggita, io ti ho sentita lontana... Mio Dio! Non ti rivedrò adunque mai più? Bisogna che anche ti dica che da qualche notte io non sogno che te. Non mi porrò in viaggio per qualche tempo, se non vi sono costretto, come sembra apparir un'altra volta l'intenzione in altri, cosa che mi fa ridere. Non ne parliamo adunque più e sta quieta. Piacesse al cielo che io potessi essere rassicurato sul tuo conto, come tu devi esserlo sul mio. Supponi il mio più4) gran male possibile: esso non può essere in fondo per me che pura tracasseria. Che vuoi che mi si faccia? Forzarmi forse a cambiamenti di luogo che mi annoiano, porre in pericolo la mia libertà personale, impormi un più grande mistero per non allontanarmi da queste Alpi che amo giacché portano al mio paese, le amo perché tu le ami e perché io stesso sento di amarle. Ecco tutto, per il resto non vi è mezzo, non vi è forza. Ora da gran tempo io sono abituato a questo genere di vita e, posto che non mi si tolgano le tue lettere, il tuo ritratto e il tuo amore, non mi si toglierà nulla di quel che mi è necessario.
Per parlarti del medio evo, aspetto di saperti in qualche parte, ma allora vuoi tu permettermi? A? sta bene ed è presso D[emostene].6* La mia posizione del tutto precaria mi ha fino ad ora impedito di prendere una determinazione sotto tale riguardo, determinazione, che del resto dipende da te e che ti avrei sempre sottomessa. Tu mi avevi anche promesso di parlarmene e di dirmi le tue volontà. Il cholèra scomparisce da Genova. Possa allontanarsi da tutta l'Italia e rispettare almeno il luogo che ti avrà! Fa qui un freddo terribile, la montagna è bianca, sono nella mia camera senza fuoco ed ho freddo. Vi è in qualche luogo della casa del fuoco, ma non amo discendere, poiché sto qui più sicuro di essere solo. T'amo, t'amo, t'amo, amami, ho bisogno del tuo amore per vivere. Ti abbraccio.
A mad. Giuditta Sidoli. Roma.
!> Le lettere della Sidoli e quelle di Mazzini sono spesso provviste di una numerazione progressiva, che non è riportata, però, né nell'edizione del Ranieri, né in S.B.I., Appendice I (Epistolario I).