Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno <1995>   pagina <329>
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Lettere di Mazzini a G. Sidoli 329
ascolta una cosa vengo a rimproverarti. Perché credi così poco al mio amore, alla sua incarnazione in me, in me essere, e non parola, per credere che le tue antipatie sono nulla per me, per credere che io non le sappia, che non mi sieno care e sacre ancor esse e che è per me una dolcezza in mezzo a questa vita arida di farle mie? Come hai tu potuto credere che l'Inghilterra potesse essere lo scopo del mio viag­gio eventuale? Io non anderò in Inghilterra, sappilo, ed ogni qualvolta i miei amici ne hanno parlato, come di un rifugio certo, come di un terreno sul quale è almeno libera individualità e la stampa e più an­cora come un luogo, dove la posizione finanziaria, talvolta rozza per noi, avrebbe più facilmente un rimedio, ho sempre risposto: no. Ho una repugnanza insormontabile per quel soggiorno là.
A.6) sta bene. Mai le tue lettere sono lasciate in modo che quelli che entrano possano leggerle. Del resto non ne sarebbero capaci. Tu mi parli nella tua lettera del 13 ottobre di qualche cosa che ti ha dato noia. Che cosa è, adunque, e perché non me ne parli? Tu mi dici che le tue notti sono cattivissime e non mi dici una sola parola di più sul perché, ma parlami, adunque, di te più a lungo, con più d'amore.
Ti ho parlato di alcune intenzioni ostili, benché vaghe, che sem­brano doversi rinovellare in qualche testa fra gli uornini che non mi amano e che veramente io non8) amo niente più. Non fissarti là nep­pure per un momento. Tu devi esser tranquilla sul mio conto anche allorquando alcuno se ne occupasse, molto più quando niuno vi pensa. Gustavo sta per aprire, o ha già aperto, il suo corso di letteratura ita­liana? Come ne sortirà senza libri, senza conoscenza, seguiti, senza nulla fuorché talento e prontezza? Ho a lui diretti alcuni libri, il Dante, sì, il Dante fra gli altri e ciò faccia vedere dove trovasi in punto di libri. Ho scritto anche qualche idea sulle prime lezioni che precisamente de­vono aggirarsi intorno a Dante, come al solo rappresentante della lette­ratura nazionale e del futuro nazionale che è l'unità. Le tue due let­tere sono così amorose, così dolci, mi sono così care, mi hanno fatto tanto bene, che sento il bisogno di dirtelo un'altra volta. Addio. Ti abbraccio.
D ms. soprascritto su una parola di incerta lettura.
3 ms. corretto da sarai.
ms. segue tu, depennato.
*) ms. corretto da una parola illeggibile.
5) ms. segue una parola depennata.
Cfr. più sopra la lettera 2, nota 5.
?> Vedi qui più sopra la lettera 3.
9 ms. parola corretta, forse depennata.