Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno <1995>   pagina <332>
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332 Lajos Pasztor
?) ms. si allontana: scritto sopra il rigo.
8> ms. segue del genio, corretto in plurale.
9> Agostko Ruffini.
,0) ms. segue non, depennato.
ln ms. segue una parola depennata e resa illeggibile,
!2) ms. segue non, depennato.
u) Giovanni Ruffini.
14> Angelo Usiglio.
9 GIUDITTA SIDOLI A GIUSEPPE MAZZINI
N. 19 31 ottobre 1835
Mio caro. Volevo scriverti nell'altro corriere ed anche nell'antece­dente, avrei voluto farlo per bisogno della mia anima , non l'ho fatto perché, non potendo parlare pubblicamente di quel che si passava in me, non aveva che dirti per altro aspetto questa risposta: tutti i miei pensieri si concentrano in lei ed il mio essere in tale aspettativa resta quasi nudo]) a fronte di un insieme di felicità e di dolori i più profondi, tanto è l'amore che io porto alla memoria del mio povero padre e dei dispiaceri così sovente sentiti nelle tristi situazioni della mia vita, per mancanza di sua protezione e del suo appoggio. Sento ogni giorno più che, per quanto poco2) io mi sia, l'amore, che io porto ai miei figli, farà sì che finché io viva conosceranno sempre di avere una madre e vado dicendomi col cuore e colla ragione che io mi devo ad essi, che hanno diritto alla mia vita più che io stessa, che è mancanza d'amore il pensare talvolta di lasciarli .,3) pure io lo penso e spesso! Non ho più avuto lettere di te dopo l'ultima tua, ne aspetto anche oggi, come anche credo dover avere una risposta di mio suocero, rispo­sta che imagino come tutto il resto: prevedo in essa di quelle cose, di quelle espressioni che mi uccidono; tu solo puoi intenderlo. An­tica nella scuola del soffrir, con tanti mali e tanti dolori io non trovo in me che maggior attitudine a sentirli, minor forza per sopportarli; ogni uomo, ogni cosa può farmi del male e rattristarmi. Voglio rac­contarti una cosa assai singolare, un miracolo che viddi ieri dopo pranzo. Andava per vedere il nuovo cimitero fuori di Porta S. Lorenzo, altra volta Tiburtina; alle vicinanze di S. Maria Maggiore vidi una quantità di persone entrare in una casa; un uomo che ne sortiva mi disse: una vergine là dentro alza, muove gli occhi. Entro e, in gran pericolo di esser soffocata, monto una cattiva scala fino a un terzo piano era una folla, uno stringimento da esserne trasportata, entro finalmente,