Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno <1995>   pagina <335>
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Lettere dì Mazzini a G. Sidoli
335
11 ms. segue una parola depennata e illeggibile,
3 ms. segue che, depennato.
ms. i puntini sono nel ms.
*) ms. segue cangiano, corretto sopra il rigo in si muovono.
5) ms. scritto sopra U rigo.
6> ms. segue sì, depennato.
*) ms, parola corretta.
8J ms. i puntini sono nel ms.
9) ms. segue allegria, depennato.
10> ms. i puntini sono nel ms.
W Cfr. lettera 2, nota 6.
u> ms. seguono due parole depennate e rese illeggibili.
10 GIUDITTA SIDOLI A GIUSEPPE MAZZINI
N. 20 Roma, 5 novembre 1835
Mio caro. L'altro corriere ho ricevuto la tua lettera del 18 ottobre." Spero che il tuo male di denti sarà svanito. Era giusto di vedere la cometa e dove avere ammirata per le idee che ha risvegliate in te la tua forza poetica, le trovo assai naturali e non ho una sola parola per lagnarmene. Io temo più quel che dici di quello che sgridi. Ho dunque avuto torto nella gioia di vederti rientrare nella realtà della vita! Siano maledetta i sistemi, essi non valgono nulla in un sentimento tu hai fatto il quadro de' tuoi mali e miserie, non come vuoi farmelo tal­volta, quando non dimentichi che nella mia anima v'è cosa che fa par­teciparmi ogni cosa di te, ma come un rimprovero troppo serio, e sento di non meritarlo. Ho testificato piacere di vederti somigliarmi un poco più, di essermi un poco meno differente, poiché, senza dirlo, io cre­deva di vedervi forse la maniera d'intenderci meglio o di esser più tollerata. Ho avuto torto e forse anch'oggi ho torto di trovare nelle tue linee un tuono di amarezza, poiché come si può sorridere parlando di cose tristi? E il tuono triste mi è parso tuono di rimprovero.
Sono ancora qui senza alcuna risposta. Ho sognato questa notte qualche cosa di sinistro. Per ordine e coli'assistenza del Duca mi ave­vano per due volte sorpresa nel mio sonno, mi avevano, comprimendomi forte sul cuore, cagionata una oppressione ed uno stato di angoscia e di delirio, per cui io rispondeva a tutto, quel che mi si chiedeva dor­mendo tuttora2' (allora non si dice che la più pura verità): due volte mi avevano così oppressa nell'anima, ripetendomi quel tutto che a loro in particolare piacesse. Svegliata io lo richiedeva ad essi stessi ed essi me lo dissero, benché avessi assai bene la memoria di un estremo do-