Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno
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1995
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pagina
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346
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346 Lajos Pdszlor
senza illusioni, né realità, finché potrò credere che tu m'ami e puoi avere gioia e dolore da me, vivrò, avrò cura di me, come di cosa tua, non m'avventurerò in imprese disperate, sosterrò tutto, bensì tu pure checché avvenga non dimenticherai, che non ho più nulla fuori, che ho l'anima in Italia, che non è se non per un modo che io posso ravvicinarmi a te, che io non posso morire in terra straniera e che io non ho più che un intento alla vita. Questo ti dico senza cagione, senza scopo, senza idea preconcetta, te lo giuro, ma perché io mi sento come se io fossi per dipartirmi un'altra volta da te, come se avessi a ricominciare da capo un esiglio.
La vita mi corre, lo sai, come a te, non lieta. Perché dunque non vuoi che io ti parli mestamente?, perché travedi rimproveri, dove io non ho voluto per l'ombra? Poteva io imaginare che il veder la cometa mi fruttasse dolor di denti? È poesia, è porsi fuori della realità della vita il pensare all'esilio, all'essere straniero fra stranieri, all'essere lontano da te, a te stessa condannata finora a vivere d'una vita eccentrica che non è quella del tuo cuore, vedendo un astro che non è sole in cielo, che percorre un'orbita eccentrica? Ed è male questo? Son male adunque tutti i paragoni, tutti i riavvicinamenti d'oggetti e d'idee? Sono io reo, perché non vivo di sensazioni, quando le poche che io ho non sono liete? reo perché la realità della vita m'accora, mentre io non ho né te, né mia madre, né l'Italia, né altro. Ma e tu non vivi d'idee? non vivi moralmente? non soffri moralmente? I tuoi dolori e il tuo lungo sagrificio non escono dal morale, da un affetto, da un desiderio prepotente de' figli e tutte le tue lettere non mi dicono, che vivere materialmente è nulla per te, che, se tu non avessi i tuoi figli e me, tu morresti? che se guardi la tua vita è perché qualcuno l'ama, perché è sacra ad essi o me, non già perché la vita ti sorrida o ti giovi? Ma in che differiamo? non sento io così? Credo differiamo ne' termini e non nella cosa.
Il freddo dura eccessivo: non ho che neve e corvi d'attorno, ma ho un camminetto nella camera, però sto bene. Celeste sta bene e tutti gH amici, nessun incidente spiacevole per lui o per altri che tu conosca. Gustavo segue a un dipresso, come io t'ho detto, ma da più giorni non so nulla di lui: il corso di lingua e letteratura italiana2* deve occuparlo assai. Spero ne ritrarrà profitto. Nulla di nuovo in Svizzera, se non gare e dissidi di clero e governo. Nulla di nuovo altrove, che meriti conto, non libri, non altro. Orioli3i stampa articoli in un giornale le Polonais a provare che la sua condotta e quella de' suoi colleghi in Italia è stata meravigliosa. Tommaseo4> scrive egli pure intomo all'Italia cose dell'altro mondo, ma dettate, pare, con buona fede. Di due giornali Parigini, che io leggeva, uno, il Riformateur, è caduto, quindi non vedo che il National e ne ho anche di troppo. Di