Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno <1995>   pagina <347>
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Lettere di Mazzini a G. Sidoli
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giornali letterari non ho che la Revue du Nord e il Polonais, che è cosa da nulla, non Rivista di due Mondi, non altro, sicché tu vedi che io non ho gran pascolo di lettura: rileggo, scrivo, quando mi regge l'animo, ma brevi cose e alcuno per debito verso altri, per reggere pubblicazioni promesse, alcune altre per vedere di trarne un qualche profitto, non tanto per me, quanto per chi ne ha vero bisogno; tutte senza nome, senza lode, né biasimo, senza desiderio, con ripugnanza, lavori esosi di discorsi preliminari a traduzioni, fatte da chi m'è vicino, di cenni di non so che cosa, ma bisogna. Ho pensato molto, dacché tu me ne parlasti, alla storia d'Italia o, meglio, alla storia del Popolo Italiano e avrei molte idee che potrebbero diriggere nella scelta de' materiali e condurre a risultanze che farebbero della storia un'opera na­zionale, ma è impossibile, sarebbe lavoro d'anni, di quiete, d'animo riposato, di libertà e mezzi per viaggiare, far senno di documenti; e tutte queste cose mi mancano, sicché non è da pensarvi. Forse un giorno farò alcuni discorsi sulla storia d'Italia e sul modo di farla, onde, se alcuno vorrà occuparsene, se ne prevalga. In tutte cose que­sta è la mia parte: cacciare qualche idea che non è dato a me svilup­pare. È una rovina l'ignorare la lingua tedesca. Se i miei amici la conoscessero, alcun d'essi sarebbe collocato. Da qualche tempo s'è stabi­lito per opera mia un giornale politico stampato in due lingue: tedesca e francese/0 e poco dopo una stamperia. Lasciando da banda il giova­mento all'educazione del paese, v'è del buono per gl'individui. I fon­datori, ignari d'ogni cosa del mondo, han chiesto a me sempre norme ed uomini e dietro ciò un profugo francese è impiegato come redattore in capo per la somma di 1.200 fr. svizzeri, un profugo tedesco come traduttore con fr. 1000. Altri d'altre nazioni han diversi ufiicii nella stamperia, né m'è venuto fatto cacciarvi entro un solo italiano, né trarne per noi un obolo di profitto: meglio, così s'è più indipendenti. Aspetto, non so se io debba dirmi, spero tue lettere presto e con esse la nostra sentenza. Qualunque essa sia, tu non mi dimenticherai mai, ti sovverrai sempre che lontano v'è un ente che non è felice, ma che t'ama ed è amato da te, per parlare di lui con chi ti starà vicino, se favorevole e per darti animo a sopportare ancora la vita, se ti riescisse delusione. Ti abbraccio con amore, quanto puoi desiderarne da me. Ama il tuo Giuseppe.
Mad. Giuditta Sidoli, nata Bellerio. Roma.
Vedi qui più sopra la lettera 10,
9 ms. segue la tiene, depennato e corretto sopra il rigo in deve .
3> Si tratta di Francesco OrioH. Cfr. per lui e la sua collaborazione a Le