Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno <1995>   pagina <348>
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Lajos Pàsztor
Polonais, pubblicato a Parigi, L. PÀSZTOR-P. Pnuu, L'Archivio dei Governi Provvi­sori di Bologna e delle Provincie Unite del 1831, Città del Vaticano, 1956 (Studi e Testi, 189), p. XIV n. 1, p. XVII n. 1.
4> Niccolò Tommaseo.
È il giornale La Jeune Suisse.
15 GIUDITTA SIDOLI A GIUSEPPE MAZZINI
[22 novembre 1835] !)
Io dovea sentire anche un'altra serie di dolori. Il Duca ha dato un rifiuto. Sua Eminenza ha avuta la bontà di farmi leggere un para­grafo della risposta: motivi prudenziali consigliano a tenerla lontana ed altre parole per scusare il rifiuto dato a quel che Sua Eminenza chiedeva con tanto interesse. Il Cardinale, però, non è ancora qui, quindi io saprò meglio il resto in avvenire, ma che importa il resto quando v'è la negativa? Ho ricevuto oggi da te una lettera che è come mi necessitava. Mio caro, conservami il tuo amore, non posso dissimulartelo, la nuova avuta mi pone nella massima tristezza. Se il Cardinale non si oppone partirò per Bologna, qui non posso più ve­dermi. Sento vivo desiderio di essere a Bologna, poi chiedere al mio suocero di farmi vedere i miei figli e se mi è ricusato leggere nella2) vita intiera che mi attende, porre i miei mali e le mie forze sulla bilancia, vedere ...3) poveri figli! E se tutti dovessero morire innanzi a me, varrebbe la pena di essermi conservata per essi? E, se i miei giorni dovessero essere assai corti, varrebbe la pena di soffrirli in quel pensiero, a quell'effetto? Io vaneggio: sono afHitta oltre ogni credere; vedo e calcolo tutto quello che è per me il soffrire; ogni speranza è svanita ed incominciare di nuovo una vita tanto rovinata, priva di ogni speranza, mi appare, te lo confesso, insopportabile. Ieri ho do­vuto cambiare di alloggio, sto malissimo, ma poco importa, voglio an­darmene. Benché il sigillo mi abbia impedito di comprenderti bene,4' penso che quelli, di cui mi parlavi, sono Ferdinando e suo fratello e provo quel che puoi imaginare da per te. Mio Dio! Il cuore non mi regge. L'impotenza è talvolta ben amara: mi dà noia il non potere ancora precisar nulla intorno alla mia partenza, non rispondere alla pre­sente. Spero che Sua Eminenza non avrà difficoltà da opporre alla mia gita a Bologna, aspetto di sentire quel che sarà per dirmi. Non so ben dirti quanto mi rincresca di essere cagione del rifiuto che ha ricevuto e desidero sentire che sia motivato da gravi imputazioni che si faces­sero a mio carico, piuttosto che da cagione così stravagante. La mia salute è buona. Rendi i miei saluti a R[osales] che da tanto tempo