Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Epistolari
anno <1995>   pagina <352>
immagine non disponibile

352 Lajos Pasztor
pende tanta nebbia alla mia fenestra, che scuotersi è impossibile. La tua l'ebbi ieri, per un che veniva dalla città. Scrivendoti mi conforterò; la tua letterina è dolce, come un tuo sorriso. T'amo sempre e a ogni modo, ma quando mi dici, che le mie lettere ti fanno del bene, allora t'amo anche più, ovvero t'amo con più dolcezza. Se io potessi, ciò che è impossibile, darti un po' di bene reale inorgoglirei, come avessi speso bene la vita. Se io potessi accarezzarti un'ora sola, a mia posta, t'accarez­zerei piangendo forse, ma lo farei, mi pare, con tanto amore, che ti lascerei forza per reggere anche a un anno di vita infelice e deserta. Così non posso che accarezzarti coll'anima e dirti, che io t'amo e sen­tirlo anche più che io noi dico. Ma tu pensalo anche quando io tei dico men dolcemente e pensa, che allora ne' momenti di sconforto ho più bisogno di te, più bisogno di ricorrere alla tua immagine e di cir­condarmi della tua memoria, e che io lo fo, e che vederti, pensare a te ed amarti è tutt'uno. Vorrei pur consolarti ne' tuoi timori, ma quando questa ti giungerà certo saprai il tuo destino; poi, debbo io celarti che dubito e temo che l'odio altrui sia più potente che non tutte le racco­mandazioni? Risponderanno ad ogni modo, ma se, Dio faccia che no, la risposta non fosse come la desideriamo, come farai tu, povera cara, a sopportarla, tu che l'aspetti con tanta fede? È un pensiero che mi tor­menta e, quando apro le tue lettere, tremo. Non è però causa di timore il ritardo, sono altre considerazioni.
Non temermi di soverchio indifferente a tutto ciò che può riguar­darmi. Per amor tuo noi sarei. Ma vivo a un dipresso sicuro per4) tutti i lati. Per lato fisico la mia vita è così regolare, che certo non avrò mali mai, se non indipendenti affatto da qualunque metodo di vita. Per altri lati non può accader cosa che io non presenta, o difficilmente. Ho anche potuto avvedermi, che v'è in taluni un certo pudore a ri­guardo di un uomo che non parla o scrive, se non per coscienza e senz'altri fini, pudore che non può in certi casi impedire, ma può quasi sempre somministrare le vie di eludere, di prevenire. Sicché non ne parliamo più.
Sai chi è tornato da Stock[b]olm, credo? L[amberti].5> Non so il come, ma le nuove del cholèra in Italia lo han fatto retrocedere nel lungo giro che si disegnava M'ha scritto e mi chiede di te, ed io gli vo' bene anche per questo. Ha trovato tutto male per dove è passato: uomini che non pensano, die'egli, che a divertirsi. Cel[este] è legger­mente malato, ma non sarà nulla. Certo, per Gustavo il Ginguené è buono assai e dell'udienza, che egli ha, fo un di presso lo stesso conto che tu sembri farne. Gustavo ha molto talento, declama bene e ciò basta, spero.
Qui, nel paese, hanno timori di tumulti promossi dall'Associazione Cattolica ne' piccoli cantoni e in Aarau6) a proposito di certo giuramento che l'autorità civile vuole imporre agli ecclesiastici. Da Berna e d'ai-