Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Spagna. Giuseppe Garibaldi. Epistolari
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1995
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Libri e periodici
al rafforzamento dei centralismo dello Stato: attraverso la lettura del De pietate romana libellus del fiammingo Theodor Amayden, che fornisce un quadro degli ospedali, dei conservatori per fanciulle povere e degli istituti d'istruzione, collegi ed univesità attivi nella Roma del primo Seicento, l'A. sottolinea come ogni forma di aggregazione sociale nella città santa finisse per essere racchiusa nella categoria etico-confessionale della pietà. In un secolo di ricorrenti carestie, che colpirono duramente i territori pontifici, i papi si avvalsero del loro potere temporale e spirituale per attuare una politica di soccorso nei confronti dei sudditi più bisognosi di aiuto. La presenza sul territorio di numerose istituzioni caritative, ma soprattutto la messa in atto di una politica che dall'alto mirava a seguirne passo passo l'amministrazione, svelano senza ombra di dubbio i caratteri di una cultura della carità bisognosa di essere inquadrata ed utilizzata come metodo di govero.
I viaggiatori inglesi e francesi che nel Settecento vennero in Italia, cercando di ragionare sulla ricchezza delle nazioni e sulla felicità dei popoli , intravidero però nelle tante opere assistenziali dello Stato Pontificio un fine autoapologetico, individuando nell'istituzionalizzazione del rimedio alla miseria una causa del perpetuarsi di quella cultura dell'ozio e dell'elemosina che contraddistingueva una città opulenta e povera al tempo stesso. Le guide per i viaggiatori che fiorirono nel corso del XVIII sec, contenenti una capillare descrizione di tutte le istituzioni caritative, dimostrano come in realtà la Chiesa mirasse ad esaltare le peculiarità della propria politica assistenziale, distanziandosi così dalle strategie del primo riformismo illuminato.
Le connessioni tra le complesse modalità del governo pontificio ed il mondo variegato ed articolato delle Opere Pie costituiscono il fulcro della ricerca; in questo senso l'A. fa notare come gli studi sinora effettuati abbiano insistito sulla generosità dei sussidi da parte dei papi a favore dei vari enti, senza però individuare una rete di collegamenti tra questi e le istituzioni del potere centrale.
Nella Roma àVancten regime le confraternite costituivano il tessuto culturale e sociale cittadino , rappresentavano il crocevia dell'intera società ove si accostano personaggi di curia e diseredati, nobili e mendicanti, clero ed infanzia abbandonata, medici illustri e malati incurabili, intellettuali e analfabeti, orfani, vedove, zitelle, prostitute, veri e falsi poveri, furfanti . In un microcosmo di questo genere, per di più retto da regolamenti quasi claustrali, attraverso quali modalità passava e si affermava il potere temporale e spirituale dei pontefici? Lo studio della Piccialuti mette a fuoco, attraverso l'analisi delle strutture volte scrupolosamente all'esercizio sovrano della carità , le debolezze, le presunzioni, le utopie, ma anche gli slanci coraggiosi, che caratterizzarono il piano assistenziale dei papi settecenteschi, ognuno diverso quanto a personalità ed ambizioni.
Di particolare interesse è la vicenda che caratterizzò l'Ospizio Apostolico de' Poveri Invalidi di S. Michele, eretto sul finire del XVII sec. in memoria di Innocenzo XII con lo scopo di combattere la mendicità presente nelle strade cittadine. Il progetto in parte falli per l'eccedenza dei questuanti; con l'introduzione di nuove condizioni di ammissione, l'istituto si trasformò in una scuola di addestramento professionale per quei giovani reclusi, ma non invalidi, che attraverso l'apprendistato avrebbero potuto appropriarsi di un mestiere da esercitare una volta lasciato l'Ospizio. Le donne, le zitelle , potevano impiegarsi presso la filatura o la tessitura annesse, ma avrebbero potuto abbandonare l'istituto solo se maritate o monacate. L'educazione al lavoro che permeava tutta l'iniziativa fece assumere presto all'Ospizio i caratteri di una vera e propria manifattura, in grado di impiegare circa 600 dei 1100 reclusi in lavori di artigianato che, col tempo, divennero sempre più sofisticati ed in grado di rispondere alla domanda di prodotti di lusso proveniente dal mercato romano.