Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Spagna. Giuseppe Garibaldi. Epistolari
anno
<
1995
>
pagina
<
396
>
396 Libri e periodici
ecc.) definiti <c intriganti e incapaci . La requisitoria si chiude con una lucida analisti delle conseguenze di questa nefanda politica: l'avversione delle popolazioni italiane nei riguardi del nuovo regime. Ma quale esser poteva si legge l'effetto di tante perfide trame, di tanti atti arbitrarj, di tante concussioni, e di un assassinio così vilmente e indegnamente combinato, se non il disgusto de' Popoli oppressi; che stanchi di tanti orrori e condotti da preti e da nobili han perseguitato da tutte le parti i Patrioti, dipinti loro come autori delle loro miserie; han trucidato ed assassinato gli avanzi dell'armata d'Italia nella sua ritirata, e l'hanno astretta ad aprirsi un passaggio per le gole dell'Appennino a traverso delle insurrezioni, e città incendiate? .
Del Grido, dicevamo, esistono due edizioni: una francese, datata 23 mes-sidor (11 luglio), ripubblicata da Peroni, e una italiana, data 30 messidor (18 luglio), che è appunto quella riprodotta da Giuntella. La prima porta anche il nome dello stampatore, David Cadet, la seconda ne è priva, ma è probabile che sia uscita dagli stessi torchi. Le due edizioni, fatto estremamente significativo, presentano tra di loro non poche varianti ed è merito dello stesso Giuntella, in un precedente contributo, averle portate alla luce con molta chiarezza (cfr. Di una traduzione italiana de Le Cri d'Italie , in Scritti storici in memoria di Enzo Piscitela, a cura di Renzo Paci, Padova, MCMLXXXII, pp. 311-335). Va detto, in linea generale, che il testo italiano si presenta più ricco e meditato, offrendo uno sguardo sulle vicende di tutta la penisola e, in taluni casi, specificazioni tutt'altro che trascurabili. Ricordiamo qui solo qualcuna delle più significative aggiunte.
La prima (e più rimarchevole) riguarda la presenza, nel testo italiano, di un'ampia relazione sulla democratizzazione della Toscana e del Piemonte, relazione in linea con il tono di reprimenda e condanna nei riguardi dell'azione irriguardosa e prevaricatrice dei commissari francesi, che compromise ogni possibilità di consenso dei nuovi regimi tra le popolazioni. Altra significativa aggiunta è costituita dalla presenza di un cospicuo numero di note, contrassegnate con lettere alfabetiche, che non figurano nell'edizione francese e che meglio ragguagliano su fatti e protagonisti di quelle convulse vicende della vita italiana. Ultima significativa aggiunta è un violento attacco portato contro l'ambasciatore francese a Roma, Bertolio, accusato di furti e malversazioni e ritenuto responsabile di leggi ingiuste e assurde . Il brano, si legge, sarebbe stato ricavato da una denuncia presentata dai patrioti romani ai Consigli legislativi e all'esecutivo della Repubblica francese. Segnalo qui che lo stesso testo si trova pubblicato sul genovese Redattore italiano del 3 agosto 1799.
Detto questo restano da chiarire alcuni punti. In primo luogo chi era Ford (il firmatario di entrambe le edizioni, anche se nel testo italiano il suo nome risulta storpiato in Florel). Dalle Memorie di Felice Bongioanni, pubblicate da Vaccarino (Torino, 1958) sappiamo che era un valente scrittore, sincero amico degli italiani ai quali offriva concreti aiuti e ospitalità. Più ampi ragguagli ci fornisce Bernard Gainot che, in una recente tesi di dottorato discussa alla Sorbona, ricorda come Forel era commissario del potere esecutivo presso il Consiglio di guerra che aveva sede a Grenoble. Gainot ci dice inoltre che era uno strenuo sostenitore della causa dei popoli tiranneggiati dal Direttorio al punto da chiedere l'istituzione di un Tribunale internazionale dei popoli traditi dal governo francese. Di Forel ci restano, conservati presso la Biblioteca municipale di Grenoble, una serie di discorsi pronunciati presso il Circolo costituzionale della stessa città.
Altra questione da verificare è chi fu, o forse è meglio dire chi furono gli autori del Grido. Giuseppe Luosi, membro del Direttorio cisalpino in esilio, in una lettera all'ambasciatore Serbelloni del 12 agosto 1799, afferma che molta parte nella stesura ebbero Fantoni e Salvador. Secondo Bongioanni fu Forel a fornire la stesura definitiva al documento d'après les Mémoires de