Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Spagna. Giuseppe Garibaldi. Epistolari
anno <1995>   pagina <397>
immagine non disponibile

Libri e periodici 397
Fantoni e Polfranceschi . Entrambe le fonti sembrano dunque asserire che l'estensore fu Forel, ma praticamente il lavoro fu opera di patrioti rifugiati. Su uno di loro concordano: Fantoni; sull'altro vi sono delle discordanze: Sal­vador secondo Luosi, Polfranceschi secondo Bongioanni, che forse è più infor­mato soggiornando in quel tempo proprio a Grenoble. Ma la cosa non è poi di così grande importanza in quanto sia Salvador che Polfranceschi appartene­vano allo stesso schieramento politico ed entrambi, oltre che validi polemisti, erano stati partecipi e protagonisti degli eventi raccontati. Semmai c'è da porsi l'ulteriore problema di quale dei due testi, quello francese o quello italiano sia stato scritto per primo. È assai probabile, anche se risulta pubblicato qual­che giorno dopo, che il primo testo composto sia stato quello italiano e dun­que opera di Fantoni e Polfranceschi (o Salvador) e su questa redazione Forel abbia operato una traduzione che doveva essere, opportunamente purgata in alcuni punti, inviata a Briot perché, come già ricordato, ne facesse menzione all'Assemblea francese. Questa mi sembra, peraltro, anche l'ipotesi verso la quale maggiormente propende Giuntella.
LAURO ROSSI
GIUSEPPE MAZZINI, D'una letteratura europea e altri saggi, introduzione e cura di PAOLO MARIO SIPALA (Piccola biblioteca dell'Ottocento); Fasano, Schena, 1991, in 8, pp. 277. L. 20.000.
Un'ulteriore occasione di verifica della validità delle fonti letterarie ai fini della ricerca storica specifica (un punto sul quale insisto da molti anni) ci viene offerta da questa Antologia curata da Mario Sipala. Sensibile ai nessi intercorrenti fra storia e letteratura, Sipala, ordinario di letteratura italiana nel­l'Università di Catania, dà particolare rilievo all'attività di critico letterario svolta dal Mazzini in pieno Risorgimento, appunto perché da essa emergono, in tutto il loro spessore, i collegamenti tra la questione politica e sociale e la produzione letteraria d'ogni tempo. All'azione diretta all'abbattimento del giogo straniero, Mazzini, perseguitato, clandestino, esule, affiancava un'agguer­rita analisi sull'opera di alcuni grandi scrittori che si faceva rivelatrice delle sue convinzioni più profonde.
Gli scritti selezionati da Sipala, infatti, confermano la volontà del pen­satore genovese di utilizzare lo strumento letterario quale arma atta a rinvi­gorire la sua battaglia ideale. Sipala rileva correttamente l'importanza attribuita da Mazzini a taluni scrittori particolarmente rappresentativi della storia poli­tica e sociale del loro paese, la cui fruibilità ai fini delle tesi romantiche e risorgimentali Mazzini mette sapientemente a fuoco. Il patriota genovese, in sostanza, soddisfaceva le istanze politiche e culturali più avvertite del suo tempo, scandagliando, sulla base delle sue conoscenze storiche, momenti fondamentali del pensiero umano susseguitisi nel corso dei secoli, prendendo le distanze dai letterati di corte, dai filologi di professione, dagli scrittori non perfettamente aderenti al quadro politico dell'epoca descritta (anche Manzoni non sfugge alla sua critica). Mazzini poneva, viceversa, sul piedistallo quei pochi geni che cia­scun secolo produce, nei quali era possibile riscontrare doti profetiche per quanto atteneva al raggiungimento degli ideali da lui difesi e sostenuti.
NeE'articolo D'una letteratura europea, pubblicato tra il novembre e il dicembre del 1829 con la firma Un italiano , egli esprimeva la sua esalta­zione per il Genio, profeta dei destini dell'Umanità: Il Genio passa rapido attraverso le razze viventi e s'interna ne' misteri dell'universo; ma ad esso un solo sguardo discopre altre cose: le leggi, che regolano la vita delle nazioni, si rivelano all'uomo entro cui vive questo istinto sublime: il passato e il pre­sente s'interpretano l'un l'altro nella sua mente, ed egli ne trae sovente il fu­turo, perché il Genio è profeta . In quell'articolo egli esprimeva, nello stesso