Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Spagna. Giuseppe Garibaldi. Epistolari
anno <1995>   pagina <400>
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400 Libri e periodici
le inevitabili alternanze. Dalla entusiasmante dilezione di Casella, che spaziava dai compositori antichi ai più moderni e contemporanei, raccogliendo intorno a sé interpreti di grande fama e bravura, a quelle di più corrente amministra­zione, la vita dell'associazione è continuata fino ai nostri giorni, nella speranza di una sede che ancora non c'è.
Il ruolo svolto dalla Filarmonica nella vita musicale romana è tratteg­giato da Quattrocchi con indubitabile competenza, come pregevole è la parte iconografica del volume, arricchita dalle foto di scena degli spettacoli. Infine non può essere dimenticata l'appendice di competenti ed affettuose testimo­nianze di B. Cagli su Andreina Panni, indimenticabile animatrice dell'Accade­mia, di G. Lanza Tornasi sulla diffusione della musica contemporanea, che ha costituito uno dei principali impegni della Filarmonica, di V. Ottolenghi sulla danza, di G. Vidusso sul teatro da camera, di R. Vlad sulla presenza romana di Strawinsky, al fine di ricordare non solo i settori in cui la Società è stata maggiormente presente, ma anche il suo costante impegno per la sprovincializ­zazione della nostra cultura musicale.
ROMANO PAOLO (DOPPINI
MICHEL DUMOULIN, Les relation* économiques italo-belges (1861-1914) (Mé-moires de la Classe des Lettres, LXVIII); Bruxelles, Académie Royale de Belgique, 1990, in 8q, pp. 372. FB 1400.
Roger Aubert, curatore nella Bibliografia dell'Età del Risorgimento in onore di Alberto Maria Ghisalberti delle pagine dedicate al Belgio, ha eviden­ziato che esiste matière à de nombreuses études sur les rapports italo-belges durant le dernier siede, mais les historiens ne s'y sont intéressés que lente-ment et le travail est loin d'ètre termine .V)
Oggi, a venti anni da quella efficace constatazione dello stato degli studi sui rapporti tra l'Italia e il Belgio nel corso del XIX secolo, osserviamo che dei valenti studiosi hanno arrecato nuovi e stimolanti apporti alla storia delle relazioni politiche e culturali, umane ed economiche fra il Belgio, nato dalla rivoluzione del 1830 e il Regno d'Italia, sorto a coronamento del processo risorgimentale. Della storiografia belga, ritengo validi i noti studi di Charles Terknden e Alfred De Ridder, Robert Van Nuffel e Alois Simon. Fondamen­tali sono pure i lavori pubblicati dal Risorgimento, rivista fondata a Bruxelles nel 1958, e dedicati ai rapporti intercorsi, nel secolo scorso, fra i due Stati. Una lode, per l'impegno profuso nell'indagine storica e la validità dei recenti studi che da questa ne sono derivati, va a Michel Dumoulin, lo storico belga, attento osservatore della nostra storia contemporanea, che tanto ha contribuito ad arricchire la storiografia delle relazioni italo-belghe. Il libro Les relations économiques italo-belges (1861-1914), pubblicato dafì'Académie Royale de Bel­gique, nella sezione Mémoires de la classe des lettres, è il coronamento delle attente e scrupolose indagini che lo studioso ha condotto negli archivi pubblici e privati italiani e belgi, e nei quali egli ha individuato un ricco, e sovente inedito, materiale documentario. Con il supporto di una considerevole biblio­grafia, Dumoulin ha ricostruito, con ricchezza di particolari, dati e schemi, la presenza degli interessi belgi in Italia, negli anni tra la proclamazione dello Stato unitario e i fatali colpi di Sarajevo.
Nel secolo scorso, il Belgio post-unionista conosce un forte sviluppo eco­nomico e finanziario: l'industrializzazione è rapida e crescente, la finanza, che tanta parte ebbe nella lotta per l'indipendenza nazionale, amplia gli interventi
n ROGER AUBERT, Il Belgio, in Bibliografia dell'Età del Risorgimento in onore di Alberto Maria Ghisalberti, voi. Ili, Firenze, 1974, p. 440.