Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Spagna. Giuseppe Garibaldi. Epistolari
anno
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1995
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pagina
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401
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Libri e periodici 401
in economia. È la felice stagione della Société Generale , che, mediante le partecipazioni di capitale nelle imprese industriali e commerciali, determina la ricchezza del Paese. Ciò avviene, però, a discapito dell'agricoltura, e quindi dell'economia delle Fiandre, se è vero che le unità lavorative in quel determinato settore diminuiscono sensibilmente a favore dell'industria. Il florido commercio internazionale contribuisce al vertiginoso incremento del traffico mercantile di Anversa, porto che riceve un ulteriore impulso in tale settore dalla liberalizzazione dell'accesso alla Schelda, conseguenza del trattato siglato con i Paesi Bassi, nel 1863. In Vallonia, l'industria estrattiva tocca, nel 1863, i 18 milioni di tonnellate! I grandi gruppi industriali quali Solvay, nel settore chimico, Empain, in quello elettrico, la riformata Société Generale , oramai dominano e determinano l'indirizzo economico nazionale. Sono, anche, gli anni del risveglio spirituale e culturale delle Fiandre ad opera del movimento flamigant, che rivendica a gran voce la pari dignità della lingua fiamminga, in uno Stato dove la presenza del francese è ormai ritenuta soffocante dalle genti del Nord. Tale è, sommariamente, il quadro storico del Belgio, quando in Europa si presenta, nel consesso internazionale, la nuova Italia, portatrice di speranze e programmi, aspirazioni e progetti, ma, anche, tramontata la stagione della poesia e lasciato il passo alla prosa,2* come da altri e ben più autorevolmente è stato scritto, carica delle gravi e drammatiche realtà economiche, sociali ed umane delle sue terre. Le sue condizioni generali e le difficoltà di bilancio, la minaccia della bancarotta finanziaria e il divario profondo tra l'area padana e il resto della Penisola, la scarsità delle risorse naturali e la tardiva industrializzazione costituiscono i molteplici problemi del nostro Paese; realtà presente agli occhi dei finanzieri di Bruxelles, che vedono nel giovane Regno italiano un fertile terreno per i loro investimenti. Consegue la stipula di accordi commerciali, per incrementare le relazioni economiche fra i due Stati e favorire la penetrazione del capitale belga in Italia, véritable terra di conquista.
All'accentuata industrializzazione del Belgio, infatti, non corrisponde una adeguata collocazione dei suoi manufatti sul mercato locale, che è incapace ad assorbire l'offerta, per un'esiguità dovuta alla sproporzione tra la massa dei consumatori e il forte apparato industriale, ormai in grado di competere con le maggiori potenze economiche del tempo: Germania, Francia e Gran Bretagna. Perciò, si rende inevitabile penetrare nei più. vasti mercati esteri, per consentire la collocazione di tutto ciò che la domanda interna di beni non può assorbire. Poi, sul finire del XIX secolo, il Belgio conoscerà una nuova rivoluzione industriale: l'elettricità e il motore a scoppio deterrnineranno la nascita di altri gruppi e cresceranno gli interessi economici nei paesi esteri: in Francia come in Russia, in Cina come in Messico.
Se l'Italia esporta in Belgio i prodotti agro-alimentari e i minerali non ferrosi e, in misura minore, quelli destinati all'industria tessile, Bruxelles da parte sua invia nella Penisola i manufatti di alto valore tecnico-economico, indispensabili all'ampliamento della nostra rete ferroviaria, negli anni dello sviluppo delle comunicazioni, voluto dalla Destra storica per cucire lo stivale d'Italia.
Michel Dumoulin ricostruisce, pure, la storia del flusso di capitale privato belga in Italia, offrendoci cosi un accurato quadro dei relativi interventi nella Penisola. Le reti tramviarie cittadine e provinciali, le linee ferroviarie, la distribuzione delle acque, l'illuminazione a gas e la gestione dei trasporti pubblici urbani, rappresentano i settori di intervento belga. Jacques Errerà e Rodolph Coumont, fa Cie Generale des Conduites d'Eau e la S. A. des Tram-ways Napolitani sono coloro che realizzano cospicui investimenti in Italia. I progetti e le strategie, i fallimenti e i successi di tale intervento si dipanano
9 BENEDETTO CROCE, Storia d'Italia dal 1871 al 1915, Bari, 1947, p. 2.