Rassegna storica del Risorgimento

Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Emilia Morell
anno <1995>   pagina <437>
immagine non disponibile

E. Morelli e l'Istituto 437
certo agevole. Il mio compito non sarà facile: come sostituire un uomo come Ghisalberti? Spero che chi, come Lei, ha fatto tanto per l'Istituto, voglia continuare ad aiutarmi , scrisse a Rudolf Lill il 25 giugno 1983. E questo timore, così umano e sincero, ma anche così raro, di una sua inadeguatezza agli impegnativi compiti che l'attendevano, e aU' enorme peso che le era caduto sulle spalle (come scriveva il 22 dicembre a Giampaolo Venturi) rimase ben vivo ancora nei mesi successivi. A Geor­ges Dethan che aveva recensito sulla Revue d'histoire diplomatique di quell'anno il volume di Ghisalberti, Ricordi di uno storico allora stu­dente in grigio-verde, pubblicato due anni prima scriveva il 17 novem­bre 1983: Lei ha perfettamente ragione: l'Istituto senza Ghisalberti non sembra più l'Istituto . E il 15 dicembre 1983 a Luigi Bulferetti, che co­nosceva dal 1936 e che si congratulava per la sua nomina a Presidente dell'Istituto: Ho sostituito il mio Maestro con grande angoscia, ma ho dovuto farlo .
Chi ha conosciuto Emilia Morelli, anche superficialmente, sa che quelle espressioni non erano formali e di facciata, ma rispondevano ad un suo sentimento profondo. Lo comprese certamente chi, aprendo il III fascicolo della Rassegna storica del Risorgimento di quell'anno, all'inizio della rubrica Vita dell'Istituto , lesse il saluto del nuovo Presidente ai soci ed ai lettori: È con trepidazione commossa che io assumo la Pre­sidenza dell'Istituto e la direzione della Rassegna. Sostituire Alberto Ma­ria Ghisalberti sarebbe stato compito immane per tutti. Lo è maggior­mente per me; nei tanti, tanti anni che gli sono stata accanto sia all'Uni­versità, sia all'Istituto, non avevo mai pensato a questa eventualità. Voi che ne avete conosciuto non solo il valore scientifico, ma anche la pro­fonda umanità fattiva, sapete che sono sincera.
Mi sorregge la speranza che non mi venga meno il sostegno dei pre­sidenti dei Comitati, dei soci e dei collaboratori della rivista, italiani e stranieri, sostegno indispensabile, soprattutto nei tempi difficili che l'Isti­tuto deve affrontare .
E gli stessi sentimenti esprimeva anche in una lettera privata a un grande amico inglese, Christopher Seton-Watson, il 21 luglio 1984, Ho bisogno del sostegno dei soci e soprattutto di quelli, come Lei, che rap­presentano l'orgoglio dell'Istituto .
Con le stesse parole pubblicate sulla Rassegna Emilia Morelli aprì a Pescara, il 7 novembre 1984, il 52 congresso di Storia del Risorgimento che aveva per tema Amministrazione della giustizia e poteri di polizia dagli Stati preunitari alla caduta della Destra, un tema assolutamente nuovo , come sottolineò la stessa Morelli, e che confermava ancora una volta lo stretto rigore scientifico con il quale doveva essere affrontata, al pari di ogni altro periodo storico, la storia del Risorgimento.