Rassegna storica del Risorgimento
Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Emilia Morell
anno
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1995
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pagina
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438
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438 Giuseppe Talamo
Quegli anni furono davvero difficili per l'Istituto, che non solo non riuscì a riaprire le sale espositive del Museo, chiuso dopo il centenario garibaldino, ma potè pubblicare il Carteggio Antonella - Ve Luca, il volume Michelangelo Vìnto da Roma a Torino per la Confederazione italiana e il X volume dell'Epistolario di Quintino Sella soltanto grazie al Consiglio nazionale delle ricerche, alla famiglia Pinto e alla Fondazione Sella . È la prima volta che questo accade nella storia dell'Istituto (disse ai congressisti Emilia Morelli), ma anche la prima volta che i contributi statali coprono a mala pena le spese correnti . La stessa Rassegna, il cui costo era coperto dalle quote sociali, aveva dovuto subire una dolorosa riduzione di pagine .
Emilia Morelli si impegnò con tutta se stessa, e con l'indispensabile collaborazione del personale dell'Istituto, perché quest'ultimo potesse svolgere i suoi compiti istituzionali. Proprio quando, due anni più tardi, le preoccupazioni finanziarie sembrarono attenuarsi, scomparve Alberto Maria Ghisalberti. Il 24 aprile abbiamo perso la nostra guida animatrice disse la Morelli aprendo a Cagliari, il 10 ottobre 1986, il 53 congresso dedicato a Le città capitali degli Stati preunitari . Il nostro pensiero va a Lui, al nostro Presidente onorario che sentiremo sempre vicino nell'incitamento costante a seguire la Sua opera. Ne avremo la forza? Sarà un compito molto arduo mantenere l'Istituto all'altezza alla quale Lui l'aveva portato . La situazione era andata, però, migliorando. L'aumento dei contributi statali, anche se era stato solo l'applicazione di un pacemaker alle finanze dell'Istituto, gli aveva permesso di camminare con più sicurezza , e di pubblicare, senza aiuti esterni , I Lombardi della sinistra storica di Marziano Brignoli e gli Atti del precedente congresso di Pescara. La Rassegna non solo era riuscita a mantenere una tiratura superiore alle 3.000 copie, ma aveva anche aumentato il numero delle pagine di ogni fascicolo: le spese per la sua pubblicazione erano coperte dalle quote dei soci il cui numero era costante.
Un aspetto negativo, in una situazione che presentava segni di ripresa, era costituito dall'unificazione predisposta dalla nuova tabella triennale dei contributi dello Stato per l'Istituto e per il Museo, prima distinti in due voci, che rendeva di fatto impossibile l'assunzione dei custodi e quindi la riapertura del Museo, nonostante la preziosa collaborazione di Alberto Maria Arpino, succeduto alla Morelli come Vicedirettore del Museo stesso e, dal 1995, Segretario generale dell'Istituto. E su tale problema, vera spina al fianco della Presidenza , ritornerà ancora Emilia Morelli due anni dopo, il 12 ottobre 1988, aprendo il congresso milanese su L'Italia alla vigilia della rivoluzione francese. A quel congresso ella diede, però, anche incoraggianti notizie circa i volumi pubblicati ben 5 in due anni , la diffusione della Rassegna, l'aumento del numero dei soci, la vivace attività dei comitati provinciali dell'Istituto che si manifestava