Rassegna storica del Risorgimento

Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Emilia Morell
anno <1995>   pagina <439>
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E. Morelli e l'Istituto
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in convegni, musei, conferenze, pubblicazioni, rapporti con il mondo uni­versitario e soprattutto con le scuole secondarie e dei gruppi di studio all'estero, cresciuti di numero per la nascita di un nuovo gruppo in Sviz­zera. I
I congressi sono sempre stati, anche per Emilia Morelli, non solo l'occasione per un periodico incontro con i soci, ma soprattutto il luogo deputato per fare dei bilanci schietti della vita dell'Istituto, dei suoi pro­blemi, delle sue realizzazioni, delle linee che avrebbe dovuto percorrere. A Sorrento, ad esempio, il 6 dicembre del 1990, al 5T congresso dedi­cato a Problemi istituzionali e riforme dell'età crispina, Emilia Morelli espose con nettezza le condizioni finanziarie dell'Istituto: Come viviamo? Quali sono i nostri finanziamenti? A leggere i giornali si apprende che gli Enti più vari, con finalità altrettanto varie, ricevono miliardi. A noi 290 milioni . Una somma del tutto insufficiente per i compiti dell'Isti­tuto che però, fortunatamente, a differenza degli altri Istituti storici, po­teva contare su un consistente numero di soci. Questi lo sostenevano e consentivano la pubblicazione di una rivista con una forte tiratura circa 3.400 copie ma soprattutto erano un elemento di conforto per­ché costituivano la conferma della vitalità dell'istituzione.
Emilia Morelli è stata sempre molto attenta a suscitare e a favorire iniziative locali, a salutare con gioia la nascita di riviste edite da comitati provinciali (come Risorgimento e Mezzogiorno del comitato di Bari), l'or­ganizzazione di convegni da parte di comitati provinciali anche coordinati tra loro e la relativa pubblicazione degli Atti, le nuove collane di volumi.
Questa integrazione fra Sede centrale e Comitati, fra iniziative del­l'Istituto e iniziative locali ha costituito, a mio parere, un aspetto non secondario della presidenza di Emilia Morelli durante la quale le pubbli­cazioni dell'Istituto sono state numerose e sempre di indiscusso valore scientifico: 9 volumi nella serie Fonti, 7 nella serie Memorie, 6 negli Atti dei congressi. Nessuno di questi volumi è andato in tipografia senza che Emilia Morelli si rendesse conto del lavoro stesso, ne discutesse con gli autori, ne curasse anche la veste tipografica. Vogliamo ricordare almeno, nella serie Fonti, oltre quelli già menzionati, il volume, subito esauritosi, Le dolci catene. Testi della controrivoluzione cattolica in Italia cura di Vittorio Emanuele Giumella, i due tomi di Mario Assennato sulla trasfor­mazione agricola del Mezzogiorno tra Settecento e Ottocento, il volume di Umberto Corsini, Pro e contro le idee di Francia, il carteggio Crispi-Pilo curato da Salvatore Candido e il 3 e 4 volume dell'Epistolario di Quin­tino Sella a cura di Guido e Marisa Quazza. E nella serie Memorie i due volumi di Angelo Tamborra, Ljudevit Vulicevic tra Slavia e Italia e Josef Vàclav Prie e l'Italia, le raccolte di scritti di storia religiosa e di storia politica di Ettore Passerin d'Entrèves a cura di Francesco Traniello e Nicola Raponi e la monografia di Marina Formica sulla repubblica gia­cobina a Roma.