Rassegna storica del Risorgimento

Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Emilia Morell
anno <1995>   pagina <441>
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E. Morelli e l'Istituto
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di studio di 15 milioni lordi annui. Un professore, membro del consiglio di presidenza dell'Istituto, scelto secondo le sue particolari competenze in relazione al programma di lavoro del borsista, gli farà da tutor.
I rapporti con gli studiosi stranieri, che Alberto Maria Ghisalberti aveva particolarmente curato a partire dal difficile dopoguerra, sono stati al centro dell'attenzione anche di Emilia Morelli: la Francia, l'Inghilterra, la Germania, il Belgio, la Spagna, gli Stati Uniti, ma anche l'Austria, l'Ungheria, il Portogallo, il mondo slavo, il Giappone. Non si trattava soltanto di assicurare la presenza di storici prestigiosi nei congressi del­l'Istituto, necessariamente limitata nel tempo e con cadenza biennale, o di giovani studiosi della realtà italiana, ma di un rapporto continuo, fatto di scambio di informazioni bibliografiche e archivistiche, annuncio di ini­ziative, inviti reciproci.
A Paul Guichonnet, antico amico dell'Istituto, che nel 1993 la in­formava che la Francia aveva ricordato l'incontro del luglio 1858 tra Ca­vour e Napoleone III, Emilia Morelli rispondeva 1*11 settembre 1993: Le sorprese non mancano mai. L'Italia non ricorda più quel luglio 1858 e mi domando chi, in Francia, abbia potuto prendere l'iniziativa della celebrazione del 135 anniversario! Grazie per la cartolina che conserve­remo nelle nostre collezioni. Arlette Beaumont mi ha fatto avere il Mani­festo. Di tutto darò notizia sulla Rassegna .
Emilia Morelli mantenne la promessa e nel Notiziario del III fasci­colo della Rassegna del 1994, diede notizia dell'elezione del prof. Jean Imbert a Presidente della Association des Amis de Maurice Baumont e dell'assegnazione del premio, per quell'anno, a Elizabeth du Reau. Quello stesso premio è stato conferito, quest'anno, al prof. Umberto Levra, per il volume Vare gli italiani. Memoria e celebrazione del Risorgimento edito dal Comitato di Torino dell'Istituto per la storia del Risorgimento ita­liano nel 1992.
Anche nel rapporto con studiosi di altri paesi la Morelli conservava quella sua schiettezza di linguaggio, a volte anche brusco, che aveva però sempre una cordiale freschezza. E a chi era di origine italiana non esitava a raccomandare l'uso della nostra lingua. Mi fa piacere che non dimentichiate l'Italia scriveva il 12 luglio 1993 a Robert Butera a Rochester, negli Stati Uniti . Cercate, però, anche di parlare la nostra lingua, che è così bella .
Colleghi, amici ed allievi da ogni parte del mondo le scrivevano per avere consigli, chiedere informazioni ed aiuti dal bulgaro Cristo Ko-stov all'austriaco Otto Kresten, dall'ungherese Csorba Laszko alla studiosa indiana Gita Srivastava, dal giapponese Kunio Suzuki all'ungherese Laszlo Szorenyi: per non citarne che alcuni soltanto degli ultimissimi anni. Così PIstituto riusciva non solo a tenere i contatti con altri paesi ma a prò-