Rassegna storica del Risorgimento

Museo Centrale del Risorgimento Italiano. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <444>
immagine non disponibile

444 Alberto Maria Arpìno
d'ingresso), altre scale, un'altra grande sala quadrata con vetrine li­berty e un odore molto sgradevole non percepibile da chi fumava ben più di un pacchetto di sigarette al giorno. La signorina continua a par­lare e lucidamente siamo nel primo salone del futuro percorso mu­seale mi illustra il percorso espositivo e si avvicina sempre più alla fonte del lezzo;: il cadavere di un gatto, smarritosi nei meandri del Vit­toriano, Cerco di allontanarla dallo sfortunato felino, ma inutilmente: ci arriva sopra, un attimo d'incertezza, un ah! , un provveda poi a far pulire e riprende subito la sua essenziale lezione di museologia pratica.
Se avevo avuto un qualche dubbio sulla sua fredda e determinata volontà di arrivare nei termini previsti all'apertura del Museo, secondo i piani da lei studiati per anni, quell'episodio mi aveva convinto a par­tecipare a quella che consideravo oramai come una scommessa. Un anno di lavoro molto intenso e molto duro. Emilia Morelli aveva cercato di affidare le varie sezioni da allestire ai suoi allievi laureatisi nel periodo corrispondente ed io, tesi in storiografia, dovevo coordinarli ed occuparmi anche dei problemi tecnico-organizzativi.15
Per un anno lavorammo nel ventre del Vittoriano, avendo modo di apprezzarne il microclima: freddo umido quasi costante! Per un anno la signorina, nei giorni liberi dagli impegni universitari, ascoltava il mio rap­porto sullo stato dei lavori e rispondeva ai molti quesiti che le rivolgevo. Dopo le tradizionali vacanze d'agosto nella sua Valtellina, tornata a Roma, ai primi di settembre del '70 si trasferì in prima linea per occuparsi ii persona della definitiva sistemazione dell'allestimento, scrivendo lei stessa a macchina molte delle didascalie dei documenti e dei cimeli.
Nei -lavori preparatori del Museo Emilia Morelli, oltre al suo entu­siasmo, aveva trasfuso la perfetta conoscenza dei fondi archivistici che aveva cominciato a inventariare e a riordinare da quando aveva ricevuto, nel 1936, l'incarico di Vice direttore del Museo e per lei il Museo era, e sarebbe stato sempre, essenzialmente Archivio. L'organizzazione stessa del percorso museale corrispondeva idealmente alla stesura di un saggio, di cui i documenti costituivano insieme la premessa e l'indispensabile sup­porto: come in un volume tradizionale di storia prima veniva il testo
n Vedi: ALBERTO M. ARPÌNO, 11 Museo Centrale del Risorgimento, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LVII (1971), pp. 305-310. Compagni di quell'avventura, e di una stagione indimenticabile per entusiasmo e gioia di lavorale, furono Gigliola Ghislanzoni, Anna Maria Isastia, Franca Lonza, Adriana Palmieri, Mariolina Salomone, Patrizia Ugolini e Maurizio Viano; tutti delia scuola di Emilia Morelli. Precedente­mente Emilia Morelli aveva dato incarico a quattro suoi allievi (Maria Grazia Cecca-rini, Paola Pancrazi, Patrizia Ugolini e Romano Ugolini) di operare una prima cernita del materiale espositivo.