Rassegna storica del Risorgimento

Museo Centrale del Risorgimento Italiano. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <445>
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E. Morelli e il Museo
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(con le note), l'illustrazione poteva esserci, era utile, ma non indispen­sabile.
Per lei la storia era, essenzialmente, prodotto di uomini, di qui la sua attenzione alle biografie; mentre sul versante museale poneva una cura particolare all'allestimento di sale e sezioni dedicate a grandi figure: Maz­zini, Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Cavour.
Voleva che il visitatore vedesse, al di là del personaggio, la persona e riteneva importantissimo farne conoscere la calligrafia, la firma. Non com­prendeva assolutamente, ma rispettava, la mia predilezione di annalista d'accatto per le fonti non scritte, che tanto più mi stimolavano, quanto più erano seriali e che quindi, per me, divenivano preziose documenta­zioni dell'attività industriale e delle condizioni di vita. Lei si confrontava sempre con delle persone e, quindi, apprezzava le cose in quanto ap­partenute a persone, delle quali conosceva perfettamente la vita trascorsa: cimeli, quindi, e non fonti materiche.
Appena due anni dopo l'inaugurazione del Museo, nel centenario della morte di Giuseppe Mazzini, si apriva il 28 aprile del 1972 nei locali a pianoterra adiacenti all'ingresso del Museo (destinati ad essere la sede deputata di allestimenti temporanei) la mostra a lui dedicata.2* Emilia Mo­relli anche in questa occasione aveva saputo mobilitare attorno a questa iniziativa i suoi allievi,3* che aveva guidato con la consueta sicurezza nell'illustrazione della vita e delle opere del personaggio a lei più vicino.
Ero stato nell'allestimento il suo braccio e avevo applicato le sue direttive, non nascondendole alcune critiche per quello che ritenevo essere un eccesso di carta. Fu forse per mettermi alla prova e per vedere cosa riuscissi a combinare con le mie fonti materiche e iconografiche che, nel 1974, mi indusse ad organizzare una mostra dedicata ai 75 anni di storia del costume militare italiano dalla campagna d'Italia (1796) a Porta Pia (1870) . La mostra si inaugurò il 7 novembre 1975 alla presenza dell'allora neoministro dei Beni culturali e ambientali Giovanni Spadolini.
Nel corso dell'allestimento la signorina si astenne programmaticamente dà ogni intervento, ma risolse, da me richiesta, più di un problema. Sono particolarmente grato a Emilia Morelli di avermi concesso di compiere quell'esperienza in assoluta libertà; a Lei sono debitore, anche, di aver
*> Vedi: ALBERTO M. GHISALBERTI, La Mostra mazziniana al Vittoriano, w Rassegna storica del Risorgimento, a. LIX (1972), pp. 598-603; ANNA MARIA VALERIA FERRETTI, Catalogo della mostra mazziniana, in Rassegna storica del Risorgimento a. LXI (1974), pp. 89-112. La mostra restò aperta sino al 31 luglio 1972 e fu visitata da numeroso pubblico.
3> Allo mostra mazziniana collaborarono Alessandra Gixùmino, Giuliana Giannini, Franca Lonza, Anna Martino e Rosangela Tremi terra.