Rassegna storica del Risorgimento

Museo Centrale del Risorgimento Italiano. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <446>
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Alberto Maria Arpino
potuto lavorare con un gruppo di amici che finirono poi col traviarmi (secondo l'affettuosa espressione della signorina) indirizzando i miei inte­ressi verso la storia militare.41
In quella occasione il gruppo dei curatori volle dare risalto alla sto­ria delle uniformi, all'evolversi del costume militare con il ricambio delle generazioni, seguendo le innovazioni della tecnica proprie della rivoluzione industriale.
Si era voluto, in altri termini, superare le angustie deU'uniformologia e scostarsi dagli interessi puramente collezionistici, indicando agli appassio­nati un metodo più scientifico per l'approccio ai temi militari.5
Accanto all'attività normale del Museo e alle mostre temporanee Emilia Morelli, maestra anche fuori dell'Università, mi spinse ad oc­cuparmi fattivamente dei rapporti con il mondo della scuola. Dall'ottobre del 1970 al luglio del 1979, si organizzarono seminari e corsi sulla didat­tica della storia destinati ai docenti degli istituti scolastici: si riuscì a far comprendere agli insegnanti che non si doveva venire in visita al Museo, ma che si poteva utilizzarlo come strumento didattico. Un pome­riggio alla settimana era dedicato all'illustrazione dei cimeli e dei docu­menti che formavano il percorso museale e gli insegnanti tornavano poi, di mattina, con i loro studenti a far lezione, in una sezione del Museo, su quel particolare periodo: si era riusciti a ricreare nel Vittoriano gli strumenti del laboratorio dello storico . Per le classi dell'ultimo anno delle superiori, che avevano la fortuna di avere docenti motivati, una lezione (tenuta quasi sempre da Emilia Morelli, in Archivio, e sui fondi documentari di questo) costituiva il viatico per le prove di maturità.
La chiusura del Museo,6' era purtroppo destinata a durare nel tempo, a causa non solo dei problemi e degli acciacchi del Vittoriano, ma principalmente a motivo dell'esiguità dei finanziamenti concessi all'Istituto.
Grazie, ancora una volta, a Emilia Morelli e alla sua tenacia in seno al comitato nazionale per le manifestazioni culturali per il primo cente­nario della morte di Giuseppe Garibaldi, si decise di articolare un'unica
4> Tra quanti collaborarono a quella iniziativa desidero ringraziare in particolare modo Piero Crociani, noto e apprezzato cultore di storia militare.
5> La solita penuria di mezzi impedì di produrre un catalogo, ma venne distri­buita a tutti i visitatori una guida breve. La mostra era stata curata da Alberto Maria Arpino, Massimo Btrandanl, Piero Grociani, Massimo Ftiorcntino, con la (preziosa colla­borazione di Valerio Gibellini, Giorgio Interninone ed Ernesto G. Vi tetti.
6) Avvenuta nel luglio del 1979, quando un improvviso riacutizzarsi dei cronici malanni dell'edificio (un guasto alla conduttura idraulica con conseguente allagamento e danneggiamento dell'impianto elettrico) costrinse i Vigili del Fuoco ad imporre per motivi di sicurezza la chiusura dei locali di esposizione.