Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Cagliari. Emilia Morelli. Secolo XX
anno
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1995
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pagina
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451
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E. Morelli e l'Università di Cagliari WM 451
e propri salotti e cenacoli letterari. Emilia Morelli si senti in un ambiente congeniale.
Era giunta a Cagliari con la fama di apprezzata studiosa del Risorgimento, con al suo attivo i primi due volumi sull'Epistolario di Nino Bixio, l'edizione del Diario di Domenico Farini e tutta una serie di ricerche critiche e bibliografiche, apparse nella Rassegna storica del Risorgimento e in altre riviste, che anticipavano studi più vasti su Garibaldi, su Adriano Lemmi, su Jessie White, su Nicola Fabrizi, sull'armatore Rubat-tino e, in particolare, su Giuseppe Mazzini. Negli anni cagliaritani, infatti, la Morelli aveva completato i Saggi e ricerche che trovarono posto nel volume dedicato nel 1950 all'Apostolo Genovese. Nel periodo d'insegnamento a Cagliari aveva pure approntato per la stampa gli studi su L'Assemblea delle Province unite italiane del 1831 (Firenze, 1946) e aveva proseguito la collaborazione alla Rassegna su I fondi archivistici del Museo centrale di Roma, poi da lei raccolti in volume nel 1993, qualche tempo prima che la morte la cogliesse.
Di queste ricerche e degli studi compiuti nel periodo cagliaritano del suo insegnamento, sono anche testimonianza le tesi di laurea che la Morelli assegnò nell'Ateneo sardo. A questo proposito, mi piace segnalare che, nell'occasione del congresso di Storia del Risorgimento di Cagliari del 1986, molti, di quei suoi laureati, alcuni provenienti dall'interno dell'isola (ricordo i coniugi Gaviano di Oristano), la festeggiarono grandemente e che anche lei, la prof. Morelli, nell'incontrare gli antichi allievi, non potè nascondere la propria felicità e commozione. Di altri due allievi, Tullio Carboni e Sebastiano Putzu, ho notizia dal Direttore dell'Archivio di Stato di Cagliari, dott.ssa Marinella Ferrai Cocco Ortu, che mi ha segnalato le tesi di laurea, depositate nell'Archivio, delle quali la Morelli fu relatore e il Loddo Canepa correlatore.
Era un segno del suo affetto per la Sardegna, un afletto profondo e duraturo che Ella volle concretamente dimostrare, in più occasioni, ai soci del risorto Comitato del Risorgimento di Cagliari (con le rinnovate visite nella nostra isola, con l'apprezzamento delle nostre iniziative e con l'interessamento per i nostri problemi) e di cui noi, ed io per primo, conserviamo un vivo ricordo.
TITO ORRÌI