Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Sicilia. Risorgimento. Emilia Morelli
anno
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1995
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pagina
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455
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E. Morelli e la storiografia siciliana 455
La Sicilia, concluse De Stefano, da poco ha conquistato la propria autonomia: è sempre una realizzazione sia pure imperfetta della libertà ; che costituisce una parziale soddisfazione delle esigenze quarantottesche. Se rafforzata costituirebbe il pilastro della futura storia siciliana.
Dalla impostazione storico geografica del De Stefano prese le distanze il Ghisalberti, anche se con cautela. Possiamo dire che le due relazioni rappresentino l'aspetto più che dialetticamente antitetico, sostanzialmente antinomico del Congresso. A mezzo secolo di distanza esse rimangono tali.
Ghisalberti, in buona sostanza, intese dimensionare la tendenza auto-nomistico-regionale che, pochi mesi prima, era stata recepita dal Titolo V della Costituzione repubblicana, nella duplice formulazione delle regioni a statuto ordinario e delle regioni a statuto speciale implicito nel testo statutario votato dalla Consulta Regionale Siciliana: testo che venne adottato anche dalla Sardegna che successivamente lo avrebbe sostanzialmente modificato. Nessuna modifica al proprio Statuto venne dalla Sicilia, il cui rapporto di regione a Statuto specialissimo , nei confronti dello Stato nazionale si manifestava più in chiave federalistica che autonomistica. Realtà costituzionale progressivamente ridotta, dopo la maggioranza assoluta della D.C. imposta dalle elezioni politiche del 1949, attraverso continue interpretazioni diminutive da parte del governo centrale e dei due rami del Parlamento nazionale.
Per una più completa trattazione dell'argomento rimando alla seconda parte della mia Italia antimoderata, pubblicata nel 1968.
Nel Congresso palermitano del 1948 particolare interesse riscosse la relazione di Emilia Morelli, allora assistente ordinaria di Storia del Risorgimento nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma [EMILIA MORELLI, Mazzini e la Sicilia dal 1848 al 1872, in Atti del Congresso di studi storici sul '48 siciliano (12-15 gennaio 1848), Palermo, 1950]. Da tempo la Morelli aveva indirizzato i propri studi verso la personalità di Mazzini. Un paio d'anni dopo avrebbe dato alla stampa un primo contributo organico sull'argomento, con la pubblicazione in volume delle sue ricerche (Saggi e ricerche, Roma, 1950), seguite da un più ampio volume su L'Inghilterra di Mazzini (Roma, 1965).
Nella relazione di Palermo la Morelli mise a fuoco l'atteggiamento dell'Esule nei confronti della Sicilia. Da essa emerge come Mazzini ancora nel 1847 negasse la possibilità di far partire l'unificazione della penisola da una iniziativa meridionale e, tanto meno, da una iniziativa siciliana. Su questa posizione negativa egli rimase di fronte alla deflagrazione politica europea del 1848. Era, infatti, ancora convinto della insufficienza della iniziativa rivoluzionaria meridionale, dato che la situazione al sud era saldamente in mano ai moderati che, certo, si sarebbero accontentati di qualche piccola concessione largita dai Borboni.