Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Sicilia. Risorgimento. Emilia Morelli
anno
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1995
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pagina
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459
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E. Morelli e la storiografia siciliana 459
Acutamente Francesco Crispi sostenne che Mazzini nell'isola aveva amici, ma non seguaci . La Morelli, accettandolo, spiegava il motivo del giudizio Crispino: il genovese era dubbioso che un moto insurrezionale in Sicilia potesse avere esiti separatisti, data la scarsa presa che il programma unitario aveva nella classe dirigente e, ancor più, nelle masse siciliane. Solo una minoranza del ceto egemone aristocratico e borghese lo accettava obtorto collo e soltanto in chiave antiborbonica e diffidente nei confronti di Casa Savoia. Per sincerarsene basta leggere I Viceré di Federico De Roberto e II Gattopardo che di questa opinione costituiscono lo specchio nitido e lucido.
Oltre quello della Morelli, il Congresso del gennaio 1948 ascoltò relazioni ed interventi documentari, come quella di Franco Valsecchi (Inghilterra e Sicilia nel '48. La missione di Lord Minto), documentatissima, che presentò il quadro internazionale entro il quale sistemò le vicende del Regno Costituzionale di Sicilia nel biennio '48-'49 caratterizzato dalla riesplosione deH'indipendentismo e con una assai debole subordinata federalistica.
H Congresso si svolse in un'atmosfera tesa che risentiva della grande ondata separatistica riaccesa dallo sbarco alleato del 1943 che costituì la prima base della conclusione della seconda guerra mondiale, e in certo senso, riprese il ricorso storico in Sicilia della tendenza antiunitaria "manifestatasi nel 1812, nel 1820-21 e nel 1866, durato sino al 1945. Furono due anni convulsi durante i quali garrirono nelle città e anche nelle campagne, le bandiere giallo-oro con la Trinacrìa al centro. Al termine dei quali, l'isola aveva ottenuto la propria autonomia, per decreto luogotenenziale, che le attribuiva vasti poteri, oltre i limiti dell'autonomia regionale, al margine del federalismo. Nel 1947, nelle elezioni regionali le liste indipendenti-stiche avevano ottenuto il dieci per cento dei deputati eletti (nove su novanta), superando la battuta d'arresto delle elezioni nazionali per la Costituente nelle quali esse avevano ottenuto soltanto quattro deputati sul totale di cinquantadue suddivisi in due grandi collegi (Sicilia Occidentale e Sicilia Orientale): Andrea Finocchiaro Aprile e Nino Varvaro nel primo e Attilio Castrogiovanni e Concetto Gallo nel secondo. Nel 1946-47 c'era stato anche un tentativo di azione diretta, soprattutto nella Sicilia orientale, con scontri a fuoco tra formazioni separatistiche e truppe regolari.
Di qui la reazione violenta contro le interpretazioni eccessivamente unitarie da parte di accese individualità autonomistiche.
Non fu però, quello del gennaio 1948, un Congresso fazioso. L'intervento del generale Mondini, dichiaratamente unitario, venne accolto da generali consensi per la pacatezza delle argomentazioni e l'equilibrio dei giudizi.
A placare le intemperanze di qualche autonomista troppo acceso mi trovai fianco a fianco con Emilia Morelli che la stessa funzione svolgeva