Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Sicilia. Risorgimento. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <470>
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Massimo Ganci
E buon secondo fu Giuseppe Berti, pur apprezzato storico dei demo­cratici risorgimentali che, comunista internazionalista nel passato, ade­guandosi al nuovo corso nazionale-popolare della svolta di Salerno rimproverò Titone di aver denigrato i patrioti del Risorgimento, le cui anime, se fossero apparse nella sala, certo sarebbero state scontente della celebrazione al rovescio del loro sacrificio!
Il Congresso sembrava prendere una piega simile a quella del prece­dente del 1948, caratterizzato dal violento scontro di tesi opposte.
Lo comprese subito Emilia Morelli che si rivolse a me esternandomi la sua preoccupazione. Pur essendo d'accordo con rimpianto della rela­zione di Titone mi resi conto della necessità di un intervento diploma­tico , fatto da persona autorevole simpatizzante verso la Sicilia. La misi subito al corrente della mia idea: capì al volo era dotata di intelli­genza intuitiva eccezionale e guardò verso la presidenza alla quale era stato chiamato Franco Valsecchi.
Negli anni 1939-1942 questi aveva insegnato Storia del Risorgimento nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo; con la sua profonda cono­scenza della storia diplomatica, il suo comportamento da gran signore, il suo controllo di parecchie lingue, compresa quella tedesca, Franco Val-secchi aveva letteralmente conquistato sia gli studenti che seguivano le sue splendide lezioni, sia l'alta società che in quegli anni era ancora al cul­mine del proprio potere. Non faceva il pendolare tra la sua residenza di Milano era obiettivamente impossibile farlo, allora le linee aeree non avevano la frequenza attuale e Palermo: si era stabilito definitivamente in questa città, con la moglie l'incantevole signora Zezi e la figlia in una villa dei duchi di Carcaci, da questi messa a disposizione del Leo­ne (così era chiamato il Valsecchi dai familiari e dagli amici più intimi per i tratti leonini del suo volto): era circondata da una grande villa il cui viale principale era fiancheggiato da abeti... La speculazione edilizia ha cancellato tutto ... Qui Franco Valsecchi in un giorno fisso della settimana riceveva gli amici ed aveva l'amabilità di invitare ogni tanto anche una decina di discepoli, a turno, che seguivano il suo corso sull'alleanza di Crimea. Ricorderò sempre il quadro dell'Europa del Secondo Impero napo­leonico, che tracciava con la sua voce tipica, dal timbro chiaro, distaccato, con una punta di noncbalance con la quale tratteggiava i protagonisti di quelle vicende; i sovrani da Napoleone III, al giovane Vittorio Emanuele II, alla duchessa di Parma; i diplomatici ufficiali e segreti dal conte di ViUamarina, al conte Walewskt, al conte Buoi, al conte di Cavour, con le malcelate debolezze erotiche di questo per la contessa di Castiglione, sino al menage tra il conte Costantino Nigra e l'imperatrice Eugenia, ce­lato ma non troppo!
Eventi, vicende, pettegolezzi, intrighi, scorrevano quasi visivamente commentati in sottofondo da una narrazione disinvolta, al contempo au­lica e semplice, dal gusto raffinato e dal robusto impianto storiografico