Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Sicilia. Risorgimento. Emilia Morelli
anno
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1995
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pagina
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474
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474
Massimo Ganci
(Kalikst Morawsky), romeni (Otetea), americani (Howard Marraro), francesi (Camille Robert Desert, Ferdinand Boyer), austriaci (Richard Blaas), belgi (R.O.J. Van NufEel).
Da questo punto di vista, quest'apporto di tanti paesi attraverso studiosi provenienti dalle due parti dell'Europa allora divisa dal sipario di ferro (siamo nel 1961), configurò il Congresso come primo passo, pur limitato alla storiografia, verso il superamento della guerra fredda che aveva ancora una lunga strada da percorrere prima di giungere al crollo del muro di Berlino nel 1989 (quasi un trentennio prima, ventotto anni per la precisione).
Gli Atti del Congresso furono pubblicati dalla nuova casa Editrice Feltrinelli: due grandi amici, Gian Giacomo Feltrinelli e Giuseppe Del Bo, direttore dell'Istituto storico G. G. Feltrinelli , si resero conto dell'importanza storico-politica dei contributi del nostro Congresso e ne sollecitarono l'edizione, senza alcun contributo finanziario.
Fondamentale il contributo degli Atti di cui si è detto alla messa a punto dell'interpretazione democratica del processo unitario italiano, del quale, oltre il centralismo politico-amministrativo-economico dei moderati ad esso appena convertiti, esso mise in evidenza le spinte democratiche, regionali ed autonomistiche. Di un autonomismo moderno, quale quello proposto nel 1896 dal Memorandum dei socialisti siciliani al Commissario Civile Giovanni Codronchi inviato in Sicilia dal secondo governo del marchese Antonio Starrabba di Rudi ni.
Nell'anno seguente, 1962, conseguita la libera docenza in Storia del Risorgimento (a maggioranza: favorevoli Valsecchi, Morelli e Giumella), partecipai al Convegno su 1862: Aspromonte e la prima crisi dello Stato unitario, perfettamente organizzato a Marsala da Gianni De Stefano, presidente del Comitato Provinciale trapanese dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
Fu un bel Convegno al quale parteciparono personalmente sia Ghi-salberti che la Morelli. L'orazione inaugurale venne tenuta da Ghisalberti il quale dette atto al Comitato di Trapani e al suo presidente dell'intensa attività che svolgeva da anni, l'importanza della quale superava l'interesse puramente locale, per assurgere ad un valore nazionale. La scelta del titolo non poteva essere più felice: la preferenza per la data stava a significare che gli organizzatori del Convegno mostravano di avere bene inteso che l'episodio più clamoroso di quell'anno si inseriva in una più ampia vicenda, in un panorama storico di più complessa coloritura. Aspromonte conclude una crisi, ma non la inizia; la rappresenta tragicamente, non ne costituisce l'unico aspetto .
Non si poteva non prendere atto della svolta della storiografia risorgimentale che ormai tendeva a guardare oltre i confini della tradizione