Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Roma. Universit?. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <477>
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EMILIA MORELLI: L'INSEGNAMENTO NELL'ATENEO ROMANO
Chiesi la tesi di laurea ad Emilia Morelli nell'autunno del 1965 e da quel momento sono rimasto legato a lei in un rapporto trentennale di colleganza fra allievo e Maestro che non ha conosciuto soluzioni di continuità. Dall'anno precedente, e per l'esattezza dal 1 novembre 1964, Emilia Morelli ricopriva la Cattedra di Storia del Risorgimento nell'Uni­versità di Roma, chiamata a succedere al suo Maestro, Alberto M. Ghi-salberti, che, al momento, era anche il suo Preside nella Facoltà di Lettere e Filosofia. Proveniva dall'analoga Facoltà dell'Università di Palermo, dove aveva insegnato Storia del Risorgimento per otto anni, anni che uniti ai tre trascorsi a Cagliari all'inizio della carriera universitaria, rappresentano il periodo di lontananza dall'Ateneo romano, dove ebbe luogo la sua for­mazione intellettuale e dove espresse la sua maturità scientifica.
Non deve meravigliare, tuttavia, il fatto che io delinei i tratti essen­ziali del suo insegnamento romano a partire dal momento in cui ritornò nella Capitale da professore ordinario: è vero che la conobbi in quel pe­riodo, e che quindi non ho memoria diretta degli anni antecedenti; ma pur esprimendo tale riserva, ritengo che la sua formazione scientifica sia avvenuta principalmente all'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, dove, del resto, era entrata fin dal 1935, chiamata anche qui dal suo Maestro Ghisalberti. Se, dunque, ella salì i primi gradini della sua carriera universitaria nell'Ateneo romano, è giusto sottolineare come il Vittoriano sia stato la vera e propria culla della sua formazione scientifica: il Vit­toriano era il suo tempio culturale, dove maggiormente aveva potuto met­tere a frutto gli insegnamenti di quell'ineguagliabile e inarrivato maestro di color che sanno , quale fu Ghisalberti.
Dal 1964, a mio avviso, l'Università cominciò a prendere nella sua vita pubblica un'importanza se non uguale, almeno vicina a quella che aveva il Vittoriano. Se questo rappresentava lo Studio e la Scienza, quella era senza dubbio il tempio dell'Insegnamento. Gli anni palermitani, che ricordava sempre con nostalgia, le avevano fornito una esperienza preziosa: giunta a Roma, mise subito in funzione una organizzazione didattica pre­cisa e costante, mai più mutata, neanche di un'inezia, nei vent'anni del