Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Stato pontificio. Secolo XIX. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <487>
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EMILIA MORELLI E I SUOI STUDI SU BENEDETTO XIV
Dei Tre profili , tracciati da Emilia Morelli nel 1955,1} quello del Pontefice, che alla metà del secolo XVIII resse, in tempi tormentati dalle guerre di successione, evidentemente ha più interessato il sette­centista , che scrive, per la novità della ricerca data dalla pubblicazione, quasi contemporanea, dell'epistolario con il card. Pierre Guerin de Ten-cin,2) arcivescovo di Lione e ministro di Stato tra il 1742 e il 1752. È un epistolario estremamente confidenziale da parte del Papa, che il de Tencin, invece, spedisce in copia a Parigi tradendo la discrezione.
Sono gli anni travagliati, nei quali austriaci e spagnoli non esitano a darsi battaglia sul terreno dello Stato della Chiesa, mentre le finanze dello Stato ecclesiastico, già compromesse da Benedetto XIII e da Cle­mente XII, erano arrivate all'estrema e tristissima condizione. Leggere e comporre , scriveva il Papa, gli permettevano di rubare al sonno e mettere al bando gli orridi lamenti che gli conturbavano la mente .,}
Nelle lettere al de Tencin, Benedetto XIV si esprime con una natu­ralezza, una confidenza ed una fiducia eccessiva. Della sua ascesa al trono, scrive: Siamo stati sei mesi chiusi in un conclave, abbiamo scandaliz­zata l'Europa, e Tunica cagione di tutto ciò è stata il volersi dal card.
V EMILIA MORELLI, Tre Profili, Benedetto XIV, Pasquale Stanislao Mancini, Pietro Rosselli, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1955.
3> Le lettere di Benedetto XIV al card, de Tencin dai testi originali (1740-1747), a cura di EMILIA MORELLI, Roma, 1955-1984. Queste lettere, scrive l'A., rap­presentano un documento vivo e sicuro sotto parecchi aspetti , ma, non crediamo che un giudizio definitivo sui rapporti Roma-Parigi si possa formulare solo attraverso la lettura di questa corrispondenza! (EMILIA MORELLI, Tre Profili, cit., p. 37). Sono, però, una documentazione preziosa ed essenziale sulla crisi della diesa, come la vede lucidamente Benedetto XIV, e della stessa Corte romana.
3) Al card, de Tencin, 20 marzo 1745. EMILIA MORELLI, op. cit., p. 16.