Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Stato pontificio. Secolo XIX. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <489>
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Gli studi su Benedetto XIV
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novesi, Gaetano Agnesi, Francesco Algarotti, Scipione Mafrei, Bernard Fontanelle.9*
Magnus in folio, minus in solio lo aveva salutato il Pasquino alla sua elevazione al soglio papale.1 Fu invece, un pontefice preoccupato delle riforme dello Stato. Emilia Morelli cita una lettera al de Tencin nella quale Benedetto XIV esprime impietosamente e icasticamente la sua viva preoccupazione per l'organizzazione interna della S. Sede: Non è la corte nostra presentemente ferace d'uomini grandi. Sta forse meglio la polledrara della stalla; e chi lasciasse i cavalli che sono in stalla e che vi sono stati posti dai nostri predecessori e non da Noi, per portare avanti quelli della polledrara, si farebbe la figura dell'ingiusto e del te­merario .n)
A Maria Camillo Caprara Bentivoglio Daglioli aveva scritto, con non minore arguzia e malinconia, a proposito dei suoi predecessori: Si può fare il Papa, mangiando e bevendo, ordinando ad altri, e nulla facendo da sé, e nemmeno esigendo conto dell'operato degl'altri, mettendo tutta la sollecitudine ed il contento dell'arricchire la propria casa, ed il Papato preso in questi termini è il più bello impiego che sia in questo mondo. Si è detto in questo mondo, perché la cosa nell'altro mondo, non sarà certamente così, mentre faticando di continuo, lavorando dì e notte, in­quietandosi acciocché le cose vadino meno male, non avendo né carne, né sangue, non sarà poco nell'altro mondo, se non si perde marcia, e se per le omissioni si contenterà la gran misericordia di Dio di un Purga­torio sino al dì del giudizio .12) È un pensiero che torna spesso nel suo epistolario, interrogandosi sulla efficacia della sua azione, anche concreta, in seno alla Santa Sede. Al card, de Tencin aveva scritto, a proposito delle contese con Venezia: Noi faremo, come fa il cammello, che può sopportare, e poi s'alza in piedi, getta le merci, delle quali era stato ca­ricato, e ricusa qualsiasi nuovo carico .B)
*> Ivi. Emilia Morelli contrappone, d'altra .parte gli aspri giudizi di Benedetto XIV di altri sapienti, come nei confronti dei cardinali Queruli (uomo vano, pieno di se stesso ) e Passioned e i due Assemani, Evodio e Giuseppe (p. 4).
J0> EMILIA MORELLI, op. cit., p. 3.
"J Al de Tencin, 1 agosto 1753. EMILIA MORELLI, op. cit., p. 22,
H) È una lunga lettera del 29 ottobre 1749 a Maria Camilla Caprara Bentivogli Daglioli; ma una volta di più indica 0 suo disagio (EMILIA MORELLI, op. cit., pp. 18-19).
*3> EMILIA MORELLI, op. cit,, p. 33. Al card, de Tencin, 22 luglio 1750. Ho fatto esperienza diretta di questa capacità dei muli, non dei cammelli, di gettare a terra tatto il carico. Ma come l'avrà constatato il Pontefice?