Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Stato pontificio. Secolo XIX. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <491>
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Gli studi su Benedetto XIV 491
commenta le forti espressioni del Papa: La sua sferza è pungente verso quegli ecclesiastici che non intendevano la vita religiosa come una mis­sione, ma solamente come un reddito PÌ
Arturo Carlo Jemolo osservava che la corrispondenza di Benedetto XIV rivela un quadro penoso della Chiesa.24) Al vescovo di Veglia, che ritornava nella sua diocesi, dopo una sospensione inflittagli, il Papa ricor­dava in otto punti le gravi prevaricazioni, che mons. Pietro Antonio Zuc-cari aveva lasciato correre, per la poca cura, come la trascuratezza dei doveri, anche nell'insegnamento della dottrina cristiana nei giorni di festa e nella spiegazione dell'Evangelo nella Messa parrocchiale, parlino an­cora dall'altare, quando ne siano capaci ; l'osservanza della clausura nei conventi, e, quanto a lui, l'esazione di danaro, a qualunque titolo , e di prendere denaro in prestito dagli ordinandi, o dai loro parenti e, ancora più grave, l'obbligo a non conferire gli ordini sacri senza le attestazioni de' parrochi, e senza l'approvazione degli esaminatori . Un quadro desolante della condotta di un vescovo e, probabilmente, di altri vescovi del tempo f5*
Al cardinale Melchior Polignac, arcivescovo di Auch, il Papa rimpro­vera che non sia mai partita da Parigi per andare a vedere la sua Chiesa e di Parigi poi senza ritegno si scrive che la sua sposa [la sua diocesi] è ricca godendone le pingui entrate e gli ricorda la stretta obbligazione di risedere in chi ha cura di anime e che molte cause, che alle volte si portano per non risedere, sono imbrogli, che servono per questo mondo, ma non per l'altro ! Una usanza che era abbastanza diffusa, questa della non residenza e spesso, sino alla rivoluzione fran­cese, normale , per esempio nella diocesi di Strasburgo, dove i Rhoan si succedevano, mentre nel Regno di Napoli il far parte della corte era consuetudine dei vescovi delle diocesi più importanti.
al <le Tencin che la Santa sede non ha nel rimanente del mondo cattolico tanti inimici quanti ne ha in Roma (2 novembre 1752).
23) EMILIA MORELLI, op. cit., p. 15.
24) Il Giansenismo in Italia prima della Rivoluzione, Bari, Laterza, 1928, pp. 264-265.
2*) EMILIA MORELLI, op. cit., p. 20.
2*) Ivi, p. 19 (10 ottobre 1741). Il senso realistico di Benedetto XIV, faceva sì che non fosse per nulla sicuro che, in cerbi ambienti, la sua autorità bastasse a convincere all'obbedienza (op. cit, p. 18). Però papa Lambertini voleva tentate di far conquistare il Purgatorio anche ai suoi ecclesiastici! Si era preoccupato del card. Acquaviva e si ingegnava di far capire a tanti altri che non dovevano pensare al mondo ma all'eternità [ivi, p. 19).