Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX. Emilia Morelli
anno
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1995
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pagina
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496
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Umberto Marcelli
Stato Pontificio a dei laici è un evento di una portata rivoluzionaria difficilmente commensurabile, senz'altro superiore alla proclamazione della decadenza del potere temporale avvenuta in quell'anno. A questa decadenza non si diede valore universale, ma limitato a Bologna e provincia, riprendendo i bolognesi il filo di un'antica disputa col papato, che risaliva ai tempi di Nicolò V e ai suoi Capitoli (1447). Altra cosa, invece, era la cessione (una specie d'investitura, dice la Morelli) di poteri sovrani compiuta da chi li aveva ricevuti dallo stesso pontenee.2)
Altra cosa era, poi, l'esperienza del Governo provvisorio di Bologna, che intendeva, attraverso il sistema elettorale, pervenire all'Assemblea delle Province Unite, e quindi procedere dagli organi del Potere Legislativo agli organi del Potere Esecutivo e Giudiziario. Era un'esperienza già fatta più volte da alcuni di coloro, che avevano ricevuto il potere dal Parac-ciani Clarelli, ai tempi avventurosi di Bonaparte. La Repubblica Cispadana sembra essere il modello, su cui Giovanni Vicini conduce le mosse per creare le Province Unite. La Morelli rifiuta questo richiamo dal punto di vista politico: che poco contavano i deputati italiani di fronte agli ordini del Direttorio e di Napoleone . Diremmo che questa osservazione vale soprattutto per la Repubblica Cisalpina, ma un po' meno per la Cispadana, sorta dopo un lungo travaglio, durante il quale il Generale in capo lasciò una larga autonomia ai cispadani per proclamare l'unione, per darsi la costituzione e i vari organi legislativi, esecutivi, amministrativi. Lo stesso linguaggio degli uomini delle Province Unite ha, nelle sue formule, un fondamentale richiamo a quello, che era stato il loro linguaggio ai tempi della Cispadana.
Pur non aderendo alla schiera di quegli storici che vogliono vedere l'idea unitaria nella rivoluzione del 1831, la Morelli apprezza il nobile sforzo che il Vicini e, bisogna dirlo a loro onore, i bolognesi in genere fecero, per smussare gli angoli, per ridurre gli attriti, per fare della Assemblea, che si riuniva a Bologna, il parlamento di uno stato e non la riunione di delegati di tanti statarelli provinciali .3) Anzi, la nostra Studiosa intese esaminare gli atti delle poche sedute dell'Assemblea proprio per accertare se i bolognesi erano riusciti nel loro intento che, entro i limiti imposti dalle incerte circostanze, era unitario .4) La libertà d'azione offerta, o creduta offerta, dal principio del non intervento, poteva essere sfruttata tanto per la resurrezione di antichi spiriti autonomistici o, per meglio dire, campanalistici, quanto per l'affermazione di un moderno spirito unitario, già eccitato e compresso ai tempi di Bonaparte. La vicenda personale del Vicini s'innestò nella nuova realtà ad ispirare
2) Ivi, pp. 7-9, p. 28.
3) Ivi, p. 17. 4>, Ibidem.