Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX. Emilia Morelli
anno
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1995
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498
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Umberto Marcelli
ecc., e lascia perplessi sulla mancanza di contrasti, anche perché le credenziali dei deputati la escludevano, nota la Morelli. La sommarietà dei verbali indica la loro incompletezza.
Nel giro di poche settimane si nominarono, e si fecero funzionare, una commissione per raccogliere tutte le lagnanze dei paesi insorti contro la Corte di Roma, e per redigere un'esposizione completa dei mali immensi sofferti dalle popolazioni sotto il dominio dei papi; e un'altra, per redigere un progetto di legge sul governo provvisorio, che doveva sottentrare all'iniziale governo dei notabili. Il progetto si concretò in uno Statuto, ovvero Costituzione provvisoria, in attesa dei comizi elettorali, da cui sarebbe uscita un'Assemblea Costituente. Questa, a sua volta, avrebbe dovuto presentare un piano di Costituzione. Non possiamo qui seguire la Morelli nella sua interessante e minuta analisi dello Statuto provvisorio. Ci basti richiamare la sua conclusione: gli uomini, che facevano parte della commissione, rappresentanti di tutte le province liberate, nello Statuto e nella relazione, che lo accompagna, seppero veramente sceverare il bene dal male, esporre i difetti del nuovo regime, cercarne i rimedi sia pure necessariamente provvisori . La situazione politica ed amministrativa dello Stato pontificio da essi delineata appare senza veli e senza pietose menzogne, senza che l'animo loro fosse fuorviato da carità di patria o da preoccupazioni municipalistiche . La loro visione delle cose è tanto serena ed obiettiva da sembrare opera di posteri e non di contemporanei . La politica dei bolognesi era riuscita a coordinare gli sforzi delle città ribelli, creando con lo Statuto, e con le altre leggi e manifestazioni giuridiche, un edificio unitario tale da mostrare all'Europa, come essi volevano, non l'anarchia meschina di molteplici repubblichette municipali, ma il corpo organico di una repubblica unita e aperta all'adesione spontanea di altre province.
Dieci anni dopo che la Morelli aveva pubblicato il suo meditato studio, collocandolo degnamente fra quelli di Giovanni Natali, Albano Sor-belli, Piero Zama ecc., uscì il lavoro di Lajos Pàsztor e Pietro Pirri, che mise a disposizione degli studiosi, finalmente, VArchivio dei Governi provvisori di Bologna e delle Province Unite del 1831, frutto, delle diligenti e fortunate ricerche dei due Autori negli Archivi vaticani.8*
Per tutte queste citazioni, ivi, p. 39.
*> G. NATALI, Notizie e considerazioni su l'Assemblea delle Provincie Unite Italiane del 1831, in Atti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patria per te Provincie di Romagna, 1931, mi. 1-3; A. SORDELLI, La Consulta legislativa nel Governo delle Provincie Unite Italiane del 1831, estr. dal Rendiconto delle Sessioni della R. Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, Classe di Scienze Morali, serie II, voi. V, 1920-21; In., Opuscoli, stampe alta macchia e fogli volanti riflèttenti il pen-iiero politico italiano (1800-1831). Saggio di bibliografia storica, Firenze, 1927; P.