Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX. Emilia Morelli
anno <1995>   pagina <499>
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E. Morelli e la rivoluzione del 1831
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La Morelli nel 1953 era passata allo studio della pesonalità del cardinale Tommaso Bernetti, segretario di Stato di Gregorio XVI, e della sua politica estera fra gli anni 1831-1836, durante i quali occupò la .ca­rica.9* Lo Stato pontificio balzò in primo piano nella politica europea nel 1831, come sappiamo, e quindi la Morelli affrontò di nuovo la rivoluzione dell'Italia centrale vista da Roma e nei suoi contraccolpi sulla diplomazia europea II suo panorama si allargò a dimensioni continentali, perché dall'Austria, alla Francia, dalla Prussia alla Russia, all'Inghilterra si era interessati alle sorti dello Stato Pontificio, senza dimenticare la Spagna, l'Olanda. Le fonti da esplorare erano molteplici, e la Morelli, secondo il suo solito, non si risparmiò. Insieme ad un Bernetti sostenitore dell'in­dipendenza pontificia contro l'invadenza di Vienna e di Parigi fino al ten­tativo di farla puntellare dalla trista creazione dei Centurioni , essa mise in luce un'Austria del Metternich diversa da come la dipingeva la corrente storiografia. La scoprì, cioè, non più depositaria dell'assoluti­smo ad oltranza con segrete mire sulle Legazioni , ma preoccupata so­prattutto di evitare un conflitto armato, e per questo disposta ad attenuare i suoi risentimenti ideologici. Anche la Francia di Luigi Filippo le apparve dominata dalla stessa esigenza, e quindi non soltanto come la paladina delle idee liberali dietro le quali nascondeva, più o meno abilmente, una nuova-antica aspirazione di egemonia in Italia . L'una e l'altra s'im­pegnarono in un duello diplomatico dalle fasi alterne, di successo e d'in­successo. Di fronte ad esse, Roma ricorreva ad una resistenza passiva più spesso che ad un'azione attiva, di cui le duellanti non potevano non te­nere conto.
La Morelli ci illustra e documenta tutte le fasi di questa sottile diplomazia, che aveva al centro il papato e il suo travaglio con i sudditi ribelli. In un altro studio, ci offre la sintesi interpretativa, su di un piano dialettico, della rivoluzione del 1831, e delle sue conseguenze per la storia italiana ed europea.10' Le tre giornate di luglio mutarono l'equi­librio europeo, come era stato fissato nel 1815 a Vienna.
L'Inghilterra, retta da un ministero liberale, si differenziò dall'Au­stria nei confronti dei problemi continentali, mentre la Francia rientrava ufficialmente fra le grandi potenze, e riprendeva l'antagonismo con l'Au­stria soprattutto in Italia. Il principio del non intervento bloccò in un primo tempo l'azione di Vienna, costretta, differentemente dal 1820 e
ZAMA, La marcia su Roma del 1831. Il generale Sercognani, Milano, 1931; L. PÀSZTOR-P. PIRXI, L'Archivio dei governi provvisori di Bologna e delle Provincie Unite del 1831, Città del Vaticano, 1956.
9) E. MORELLI, La politica estera di Tommaso Bernetti. Segretario di Stato di Gregorio XVI, Roma, 1953.
W E. MORELLI, Note sul biennio 1831-32, in Studi Storici in onore di Gioac­chino Volpe per il suo 80 compleanno, voi. II, Firenze, 1958, ip>. 667-677.