Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX. Emilia Morelli
anno
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1995
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pagina
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Il Mazzini di E. Morelli
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tetti si reassumono indefessi e costanti nell'amore alla patria, è frutto di terra italiana, è una gloria di più da aggiungere alle tante che noi contiamo .2>
Con il lavoro giovanile del 1938 dal quale si sono prese le mosse la Morelli consegnava agli studi risorgimentali una ricostruzione ricca e precisa degli anni trascorsi in Inghilterra da Mazzini, dove l'esule italiano sbarcò per la prima volta il 12 gennaio 1837, costretto a lasciare il rifugio svizzero dalla caccia ai demagoghi intrapresa dalle autorità elvetiche sotto la pressione dei governi austriaco e francese. Le pagine iniziali del volume restituiscono al lettore la temperie angosciosa della tempesta del dubbio attraversata da Mazzini all'inizio della sua dimora a Londra: un periodo di amarezza, di sconforto e di rinuncia all'azione diretta, motivati dalle delusioni patite e dalla sfiducia in una generazione che gli pareva avesse dato cattiva prova di sé. Alla radice di questo stato d'animo stava la consapevolezza di un fallimento politico così completo e doloroso da rendere per il momento insuiEcienti per una reazione psicologica vittoriosa i motivi volontaristici propri dell'ideologia mazziniana, quali la coscienza della missione da compiere o la teoria del dovere . Si era ormai conclusa la disgregazione della Giovine Italia all'interno del paese, mentre si era disperso il primitivo gruppo dirigente dell'associazione raccoltosi nell'emigrazione fra il 1831 e il 1833, dal momento che Mazzini era stato abbandonato da quasi tutti i suoi collaboratori più stretti, eccezion fatta per alcuni fedelissimi (Carlo Bianco di Saint Jorioz, Luigi Amedeo Melegari, Gustavo Modena, Angelo Usiglio). E alla crisi dell'organizzazione italiana andava aggiunta quella della Giovine Europa, i cui stessi promotori secondo l'amaro giudizio del genovese avevano abbandonato quel terreno di apostolato morale e di missione iniziatrice che la democrazia europea avrebbe dovuto fare proprio, per approdare invece alle sponde del neocattolicesimo alla Buchez o a quelle del materialismo, con la conseguente diaspora dell'intero movimento repubblicano europeo, minato dalle tendenze egoistiche.3)
Nel tratteggiare con finezza di gusto rievocativo i duri esordi dell'esilio di Mazzini in Inghilterra, con i suoi dolorosi risvolti umani, la giovane Morelli appariva già da allora pienamente consapevole e sarà questa una nota tipica del suo approccio storiografico ai personaggi studiati della opportunità di non isolare gli aspetti politici ed ideali di una singola e ben rilevata individualità dal suo vìssuto quotidiano e dal
2) CARLO PISACANE, Saggi storid-poliiict-ndlitari sull'Italia, a cura di ALDO ROMANO, voi. Y ha rivoluzione, Milano-Roma, Edizioni Avanti!, 1957, p. 193.
3> Lettere di Mazzini a Luigi Amedeo Melegari del 22 agosto 1837 e 7 marzo 1838, in GIUSEPPE MAZZINI, Scritti editi ed inedia (da ora S.E.I.; edizione nazionale), voi. 14, pp. 68-69 e 303.