Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <312>
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Ottorino MonlenovGsi
l'esercito, mentre con un manifesto, divenuto celebre, si rende­vano noti i motivi di malcontento verso E orna.
Il grido di libertà che si era levato dalla forte Romagna, ebbe un'eco anche nel vicino ducato di Parma, dove la duchessa Maria Luisa fu costretta di riparare a Piacenza, all'ombra tute­lare delle baionette austriache, e nella Toscana, per opera so­pratutto del prof. Guglielmo Libri, che riuscì a ottenere dal gran­duca Leopoldo II il permesso di costituire una guardia urbana.
Sembrava che le cose dovessero oramai incamminarsi a lieto fine, quando, sia per l'imperizia e la mancanza di spirito pratico in chi doveva comandare, sia per riudisciplina e le gelosie tua. coloro che avrebbero dovuto obbedire, le rosee speranze che lo svolgersi degli avvenimenti aveva fatto concepire, furono invece del tutto deluse.
Il governò provvisorio di Modena volle ostinarsi a sperare nell'intervento francese, e a questa sua ostinazione sacrificò il prode generale Zucchi, che era corso ad offrire l'appoggio della sua esperienza e del suo valore, e insieme con lui sacrificò anche i due nipoti di Napoleone I, figli di Luigi Bonaparte, Carlo Na­poleone cioè, e Luigi, il futuro Napoleone UT, che invano si mi­sero a disposizione del governo di Bologna. Per tutta risposta, furono confinati a Forlì, dove il primo, colto da morbo letale, dovette soccombere.
La reazione non aveva quindi molti ostacoli da superare per riprendere il sopravvento, tanto piò che èra l'Austria, a incari­carsi della triste bisogna.
TTn migliaio appena dello sue truppe ebbero infatti, in un primo scontro presso Firenzuola, facile ragione del piccolo eser­cito parmense,* di lì poscia, accresciute- fllfe truppe granducali di Modena, entrarono nel granducato stesso, vinsero a Novi e a Carpi, e dopo una lotta di tre giorni, potegM impadronirsi della capitale. Non rimaneva in piedi che il governo provvisorio delle Romagna, e della sua estrema difesa si incaricò il generalo Cuc­chi, che si era ritirato a Bologna dopo la valorosa resistenza opposta in Modena alle truppe austriache. 11 governo credette di prendere un saggio partito stirandosi in .Ancona, e. 'volle condurre seco anche il card. Legato Benvenuti.
Tale partenza segnava. Invece la sua fine. GlLustriaci en­trarono a Bologna, e sconfissero a Rimini il piccolo e disordinato esercito romagnolo, che potè tuttavia ripiegare su Ancona.